L’ Atac moltiplica i controllori sui bus
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fonte:
- Il Tempo
•Spot per convincere con le buone che non si viaggia a sbafo. Trucchetti per non far fuggire i furbi che non pagano il biglietto. E i controllori quintuplicano, oggi erano solo 70. Su bus e metropolitane ce ne saranno 330, anche in borghese, palmare alla mano. Strappati ai tavolini 260 addetti, 160 full -time, per scoraggiare i cosiddetti “portoghesi”, con verbali digitali e multe da 50 euro da pagare in 48 ore sennò raddoppiano. E si spera che la presenza a bordo dei controllori riporti anche un po’ di civiltà fra il popolo degli imboscati, molti zingari e rom (e fagli la multa se non hanno neanche i documenti!). Ad annunciare il piano anti-evasione è l’ Atac dopo la firma con i sindacati di un accordo «che – spiega una nota dell’ azienda – potenzierà in maniera strutturale l’ attività di verifica dei titoli di viaggio, aumentando l’ efficienza e l’ efficacia del controlli, in coerenza con le linee guida per il piano di ristrutturazione aziendale indicate dall’ Assessore alla Mobilità, Guido Improta, all’ inizio di agosto». «L’ accordo – si legge ancora -, oltre ad opportuni percorsi di formazione, individua un nuovo modello organizzativo che prevede una razionalizzazione delle funzioni di coordinamento e la realizzazione di investimenti in tecnologie. Iniziative che faciliteran no i processi di back-office e l’ efficacia del processo sanzionatorio, oltre a favorire il pagamento telematico delle sanzioni, così come definito di recente dalle modifiche normative approvate dalla Regione Lazio». L’ accordo regime entro l’ anno. In quattro giorni di verifica potenziata sono stati controllati 260 mezzi, 5.100 utenti e elevate 223 sanzioni a chi era senza il titolo di viaggio. Le linee di superficie interessate sono state: 780, 916, 46, 80, 53, 83, 85, 87, 160, 492, 62, 63, 810, 271, 60, 170, 40, 64, 81, 628, 70, 30, 44, H, Tram 8. Ma per risanare i conti ci sarà anche un giro di vite su sconti e agevolazioni – anche se non ci sarà un aumento del costo del biglietto – con la scusa del “ce lo chiede l’ Europa”. L’ ha lasciato intendere Cottarelli, commissario del Governo alla spending review che ha caldeggiato il rincaro delle tariffe del trasporto pubblico locale «le più basse d’ Europa» ha detto. E il 5 agosto scorso l’ assessore Improta aveva illustrato in una lettera ai vertici di Atac «le linee guida per il risanamento tecnico economico dell’ azienda» e uno dei capitoli era intitolato «Operazioni sul capitale/Aumento introiti/Lotta all’ evasione» prevedendo fra le varie azioni la «Revisione delle condizioni tariffarie e delle norme di utilizzazione dei titoli di viaggio» e la «verifica e controllo del 25% delle richieste di agevolazioni tariffarie nell’ anno 2015 e del 50% nell’ anno 2016». Fra le ipotesi: la riduzione della validità del biglietto da 1,50 euro da 100 minuti dalla timbratura a 90 o a 80; la sforbiciata alla giungla di tipologie, fra agevolazioni, fasce privilegiate e sconti famiglia; e il ritocco agli abbonamenti «35 euro al mese, e 250 annuali» da fonti autorevoli in Atac giudicati «troppo bassi per garantire all’ azienda un’ adeguata remunerazione del servizio». Ma questo tema è un fronte politico. Caldo anche il fronte dei costi alle stelle dei permessi per la Ztl. Oggi il Tar dovrebbe esprimersi sul ricorso del Codacons. Su questo fronte, ma non solo, protestano anche residenti e commercianti del Tridente ormai pedonalizzato che hanno aperto una raccolta firme «Fermiamo il sindaco Marino» indirizzata al primo cittadino, al premier Renzi e al ministro dei Beni Culturali Franceschini.
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