L’ associazione esposti destina i “suoi” fondi alla ricerca
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fonte:
- Il Piccolo
L’ Associazione degli esposti all’ amianto si è vista riconoscere dal tribunale una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro, oltre a un rimborso delle spese legali pari a 12.900 euro. Denari che, sommati a un eventuale ulteriore risarcimento da fissare in separata sede, l’ associazione intende destinare interamente alla ricerca sui danni prodotti dall’ amianto e al sostentamento delle famiglie con persone colpite da malattie asbesto-correlate. Lo ha annunciato, dopo la lettura della sentenza che ha chiuso il maxi-processo, l’ avvocato Chiara Paternoster nella sua veste di iscritta all’ Aea. «È una decisione che abbiamo preso subito dopo aver conosciuto i termini della sentenza – ha detto il legale – e che vogliamo sia subito ben chiara a tutti. «Appena sarà accertata la cifra destinataci come risarcimento – continua Paternoster -, stabiliremo come e a chi assegnarla. Forniremo un puntuale riscontro alla città su come questi soldi verranno spesi». Una decisione quella di Aea, che potrebbe aprire una strada di solidarietà cui potrebbero associarsi anche i sindacati (alla Fiom-Cgil è stata riconosciuta una provvisionale di 75mila euro) e il Codacons (20mila). «C’ è la massima soddisfazione per la sentenza – ha aggiunto Chiara Paternoster -, anche se non si possono non stigmatizzare le tante assoluzioni per prescrizione. «Questo è il frutto – ha continuato – della lentezza con cui si è mossa la giustizia nel caso amianto negli anni passati prima che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano imprimesse una svolta decisiva richiamando al massimo impegno i magistrati delle zone coinvolte nel dramma amianto. Appello cui ha saputo dare una risposta decisiva il procuratore Beniamino Deidda. «Ci stiamo trovando di fronte – aggiunge Chiara Paternoster – alla più grave strage di civili del dopoguerra nel nostro Paese. Non si potevano chiudere gli occhi ancora a lungo. Questa sentenza, senz’ altro tanto sofferta anche in quest’ ultima fase processuale, ha finalmente espresso un principio sacrosanto destinato a fare da apripista in altri casi analoghi: la salute dei lavoratori, dei loro famigliari e dei cittadini non può essere subordinata all’ organizzazione del lavoro e al guadagno.(f.m.)
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Tags: Amianto, Risarcimento
