L’ associazione dei familiari «Non vogliamo andarcene»
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fonte:
- Il Gazzettino
CASALE «Diffidiamo il sindaco dal procedere con un intervento forzato. La Claudia Augusta non ha registrato alcun caso di coronavirus. Da tre mesi i familiari non possono entrare per questioni di sicurezza. Alla luce di questo, non dovrebbero entrare neppure altre persone. Tanto meno per distribuire gli anziani in strutture che magari hanno invece avuto casi di Covid-19». L’ associazione dei familiari, che si è già affidata al Codacons, è sul piede di guerra dopo il sequestro della casa di riposo di Casale. Ieri c’ è stata una riunione d’ urgenza. Oltre alla diffida, stanno anche valutando la possibilità di far partire delle denunce. E non si scarta nemmeno l’ ipotesi di un’ azione dimostrativa proprio davanti alla struttura di vicolo San Francesco. Il gruppo mette in luce tre nodi che considera fondamentali. «Il primo punto oggi riguarda la necessità di proteggere gli anziani ospiti in un centro che ha gestito al meglio l’ emergenza coronavirus scandisce Tommaso Todesca, riferimento dell’ associazione dei familiari il secondo parte dal fatto che dal municipio non hanno comunicato al magistrato l’ avvenuta messa a norma, già lo scorso febbraio, dell’ impianto antincendio, che rappresentava una delle contestazioni». Il terzo riguarda la presenza di anziani non autosufficienti. In base alle autorizzazioni, non avrebbero dovuto esserci in quella che è classificata come una semplice casa per ferie. Invece nel blitz dei Nas dello scorso dicembre erano stati indicati come non autosufficienti ben 33 ospiti su 35. «Tutti gli ospiti sono entrati da autosufficienti sottolinea Giuliano Nalesso, direttore della struttura, oltre che ex violino della Fenice poi, con gli anni, sono diventati non autosufficienti. Alcuni stavano attendendo che si liberasse un posto in altre case di riposo. Ma non siamo stati noi a creare il problema. Adesso lasciamo liberi i familiari di fare le loro scelte. Di solito si parla di case di riposo perché i parenti degli ospiti protestano. Qui, invece, proprio i familiari sono i primi a difendere la struttura e a dire che gli anziani sono trattati nel migliore dei modi. Sembra paradossale, ma è ciò che sta accadendo». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
mauro favaro
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