6 Luglio 2010

L’ assessore all’ Urbanistica “Decisione presa per favorire le esigenze dei commercianti”

 Il Codacons predica prudenza «Bene per risolvere casi isolati ma non bisogna esagerare»

Il Codacons: il 60% costretto a cambiare menù, il 30% acquista solo in «promozione» "Una famiglia su tre tira la cinghia" Federconsumatori «Nel 2010 il potere d’ acquisto per nucleo ancora giù di 886 euro»
(La Stampa, 2010-07-06 06:37:00)

TORINO L’ Istat guarda al 2009 e certifica quanto già si temeva: le famiglie hanno ridotto la spesa mensile, che si ferma mediamente a 2.442 euro e frena dell’ 1,7% sul 2008. Una flessione «alquanto significativa in termini reali», dice l’ Istituto, considerando che nel 2009 l’ inflazione si è attestata allo 0,8%. E’ , di fatto, la prima riduzione dei consumi negli ultimi dieci anni. C’ è di più. Metà delle famiglie italiane risultano sotto la media, vale a dire il loro budget non ha raggiunto i 2.020 euro mese. Su questo fronte, il ribasso è del 2,9%. Ad essere interessati al cambio di organizzazione domestica sono soprattutto i nuclei dai redditi medio-alti. I piu penalizzati, cioè quelli che hanno sofferto di più, sono gli anziani soli, che con i loro 1.415 euro al mese di spesa non vanno oltre la metà di quanto invece tira fuori dal portafoglio una famiglia con tre o più figli (3.238 euro). Quanto ai capitoli di spesa, il 35,6% delle famiglie ha dichiarato di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’ anno precedente. La spesa media mensile per gli alimenti si è così ridotta del 3% rispetto al 2008, attestandosi a 461 euro al mese. In picchiata, in particolare, i consumi di pane e cereali, oli e grassi, patate frutta e ortaggi, zucchero, caffè e bevande in genere. «La contrazione osservata a livello nazionale è essenzialmente dovuta alla diminuzione registrata nel Mezzogiorno, dove dai 482 euro del 2008 si scende ai 463 del 2009» spiega l’ Istat. Stabile a 1.981 euro mensili la spesa per i prodotti non alimentari, con servizi sanitari, tabacchi, comunicazioni in ribasso e combustibili ed energia in rialzo. L’ Istituto rileva anche il peso del mutuo sul budget familiare: il prestito per la casa per 2,9 milioni di famiglie rappresenta una spesa media di 510 euro al mese (530 al Nord, dove il dato è in aumento). Considerato i 465 euro del 2008, si tratta dunque di una voce di bilancio in crescita. Nel dettaglio, il mutuo si porta via oltre un terzo della spesa famigliare: il 33,5% del 2009 contro il 32,1% del 2008. Sul fronte affitti, la spesa media effettiva per il canone è di 372 euro e varia tra i 447 euro delle regioni del Centro e i 295 euro del Mezzogiorno, dove l’ incremento è maggiore rispetto al 2008. Nel Nord, invece, il canone medio è in calo. Immediate le reazioni. Il Codacons parla di «segnale grave», che dimostra lo «stato di disagio economico» e il «dilagare di un crescente stato di povertà». Per il presidente Carlo Rienzi, desta «estrema preoccupazione soprattutto il dato sui generi alimentari, con una famiglia su tre che ha ridotto i consumi». Complice di questa situazione negativa, dice Rienzi, «è lo stato dei prezzi al dettaglio, in Italia ancora eccessivamente elevati. E nel 2010 andrà anche peggio, con una riduzione degli acquisti che potrebbe arrivare al 2%». Fa i conti anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori: «Nel 2009 sei famiglie su dieci sono state costrette a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari e il 30% ha messo nel carrello solo "promozioni"». Federconsumatori calcola in 20 miliardi di euro la riduzione di risorse sul mercato, a seguito del crollo dei consumi» e chiede una «manovra di rilancio». Anche alla luce dell’ ulteriore frenata del potere d’ acquisto delle famiglie, «previsto di 886 euro per quest’ anno». «E’ un gravissimo problema. La crisi colpisce sempre i più deboli» commenta il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che parla della necessità di «tornare acrescere, creare nuova occupazione, evitare di perdere nuovi posti di lavoro».
 

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