30 Luglio 2010

L’ Asse attrezzato non è più a pagamento

 

PESCARA. Il Tar del Lazio sospende l’ aumento dei pedaggi autostradali scattato dal primo luglio, dando ragione a chi, dalla prima ora, aveva deciso di seguire la via del ricorso amministrativo per bloccare la norma della manovra finanziaria correttiva, da 24 miliardi, varata dal governo Berlusconi. Idea raccolta dal presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa (Pdl), dopo il ricorso pilota avviato dal presidente della amministrazione provinciale del Lazio, Nicola Zingaretti (Pd). Un ricorso pilota appoggiato da 41 Comuni, dalla Provincia di Rieti e dal Codacons. Nell’ ordinanza di sospensione, i giudici amministrativi della prima sezione del Tar del Lazio, presieduta da Linda Sandulli , hanno spiegato che al pagamento deve corrispondere un servizio, perché il pedaggio non può essere una mera tassa. Il Tar si riferisce a tutti i casi che prevedono «il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’ infrastruttura». Il pedaggio si pagava ai caselli delle autostrade in concessione che si interconnettono con i raccordi autostradali gestiti direttamente dell’ Anas. Dai pedaggi, si stimava un ricavo di 83 milioni di euro nella seconda metà del 2010 e 200 nel 2011. «Sono molto soddisfatto per la decisione del Tar Lazio», commenta Testa, «sull’ aumento dei pedaggi autostradali che riguardava i veicoli che escono dal casello dell’ A25 (Chieti-Pescara) e dal casello dell’ A14 (Pescara Ovest), in quanto potenzialmente diretti all’ Asse attrezzato che collega Chieti con Pescara. E’ un risultato» prosegue Testa «che rappresenta una vittoria per tutti gli automobilisti, specie per chi viaggia per motivi di lavoro. Pur essendo fermamente convinto della necessità della manovra predisposta dal governo» chiude Testa «non ritengo giusto colpire le tasche dei cittadini per un servizio e un’ infrastruttura di cui non usufruiscono, cioé l’ Asse attrezzato». Esulta il capogruppo del Pd al Comune di Pescara, Moreno Di Pietrantonio . «La decisione del Tar conferma la illegittimità di un provvedimento che abbiamo denunciato sin dal primo giorno con una grande mobilitazione e la raccolta di un migliaio di firme. E’ la dimostrazione che non bisogna mai fermarsi davanti a provvedimenti ingiusti». Gli fa eco il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci : «E’ una vittoria dei cittadini, dei pendolari, di chi si è opposto subito alla tassa più pesante degli ultimi venti anni che il centrodestra ha imposto agli abruzzesi. Il Pdl ha provato a mettere le mani nelle tasche dei cittadini nel disprezzo delle regole e delle leggi». Intanto, le associazioni dei consumatori chiedono che l’ Anas venga perseguita penalmente per comportamento illegale. L’ Adiconsum auspica che la sospensiva del Tar diventi sentenza, mentre Federconsumatori osserva che lo stop del Tar evita ai pendolari «un salasso di almeno cinquanta euro al mese» e a ogni famiglia, «tra costi diretti e indiretti, una maggiore spesa di 60 euro». (f.c.)

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