13 Ottobre 2018

`L’ anziana si è affidata al Codacons per risolvere il caso «Il mio assegno indebitamente decurtato, andrò fino in fondo»

IL CASO PORDENONE Ha estinto il finanziamento, che aveva chiesto il 9 ottobre del 2015 per motivi familiari, ma per tre mesi dalla sua misera pensione le è stata comunque trattenuta la rata. Ora, dopo non poche vicissitudini, l’ Inps e la società che ha erogato il prestito si sono accorti dell’ errore e, in attesa che le vengano restituite le tre rate, almeno la sua pensione non viene più toccata. La disavventura è capitata a una settantenne di Pordenone, Elena Da Lio, ex operatrice socio-sanitaria, che, in preda alla disperazione e allo sconforto totale, alcune settimane fa si era rivolta al Codacons per cercare di porre fine a questa vicenda. LA VICENDA L’ anziana, che vive sola, gode di una pensione Inps per un importo mensile di 678 euro: si tratta dell’ unica sua fonte di sostentamento. «A causa di problemi familiari – racconta l’ avvocato Margherita Cusin, responsabile Codacons circoscrizione di Pordenone l’ anziana aveva contratto un prestito di 10mila euro con una finanziaria». L’ addebito delle rate – 132 euro ogni mese – avveniva tramite trattenuta del quinto della pensione Inps che, quindi, si riduceva a poco più di 500 euro. «La signora Da Lio ha estinto il proprio debito lo scorso giugno – mette in evidenza l’ avvocato Cusin ma, nonostante ciò, per i mesi di luglio, agosto e settembre la società ha continuato indebitamente a trattenere la rata costringendo ingiustamente la pensionata a vivere con soli 500 euro». I ripetuti solleciti sono però caduti nel vuoto. «A questo punto il Codacons – sottolinea Cusin – ha deciso di intervenire per tutelare i diritti della signora e fare in modo che la finanziaria sia chiamata, oltre alla restituzione degli importi indebitamente trattenuti e agli interessi dal dovuto al saldo, anche al risarcimento». Elena Da Lio ha deciso, carte alla mano, di raccontare la propria disavventura: «Sino al 2025 ricorda la 70enne mi ero impegnata, con un prelievo mensile di 132 euro, a restituire alla finanziaria i 10mila euro che avevo chiesto in prestito che, sommando gli interessi, arrivavano a circa 15mila euro. Quando sono riuscita a vendere la casa di proprietà, la prima cosa che ho fatto è stata quella di estinguere quel debito: non potevo più sopportare di vivere, tra rinunce e sacrifici, con poco più di 500 euro». LA PENSIONE La signora Da Lio era stata messa al corrente del fatto che la finanziaria, programmando l’ Inps le pensioni anticipatamente, avrebbe potuto continuare a prelevarle il quinto per due mesi ancora. Salvo poi restituirle le somme. «Ero pertanto tranquilla del fatto che con settembre la mia pensione sarebbe tornata a essere di 678 euro sostiene l’ anziana e, invece, con grande sorpresa, erano continuati i prelievi di 132 euro che, sommati per tre mesi, facevano quasi mille euro che indebitamente mi erano stati trattenuti». A quel punto comincia l’ odissea della signora Da Lio. «Non avendo avuto risposte esaurienti dalla filiale di Pordenone della finanziaria sostiene ho pensato bene di rivolgermi alla sede centrale di Milano: penso di aver passato intere ore, in attesa, al telefono. Morale della favola, sono stata rimpallata all’ Inps al quale, mi è stato detto dall’ operatore, non era ancora arrivata la comunicazione dell’ estinzione del mio finanziamento». La 70enne è avvilita ma tutt’ altro che rassegnata: «Sto ancora aspettando che mi restituiscano quei soldi tuona e, dal momento che mi spettano di diritto, sono disposta ad andare sino in fondo. Non mi fermo di fronte a nessun ostacolo e, se ci sarà ancora da combattere, sono disposta a farlo. Non è giusto che abbia perso circa 400 euro». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
alberto comisso

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox