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27 Novembre 2019

L’ Antitrust indaga sulle raccomandate non consegnate

l’ accusa: avvisi di giacenza anche se il destinatario è in casa ispezioni della guardia di finanza nelle sedi delle poste
Franco Giubilei Chi porta le raccomandate a domicilio, teoricamente, dovrebbe prima suonare il campanello e poi lasciare l’ avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, ma solo nel caso che non gli risponda nessuno. Invece sembra che la prassi sia diversa e che l’ operatore lasci lì l’ avviso senza sincerarsi dell’ assenza del destinatario. È uno dei comportamenti che hanno spinto l’ Antitrust ad aprire un’ istruttoria nei confronti di Poste «per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ ambito del recapito della corrispondenza e, in particolare, delle raccomandate». È la stessa autorità a comunicarlo, specificando che «l’ ipotesi è che il cliente/mittente che decida di rivolgersi a Poste per inviare una raccomandata possa essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione, non vengono poi rispettate». Le ispezioni Nella giornata di ieri ci sono state numerose ispezioni nelle sedi della società con l’ ausilio degli uomini del nucleo speciale Antitrust della Guardia di finanza. L’ autorità si è mossa per la possibile violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo. In particolare, recita una nota diffusa dall’ Antitrust, «l’ avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’ invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio. Costringendo quindi il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato». Non è l’ unica fattispecie a essere contestata: secondo l’ Antitrust, Poste avrebbe veicolato «messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, la versione evoluta della consegna fisica delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo». Esultano le associazioni dei consumatori: «È un’ ottima notizia», commenta l’ Unione nazionale consumatori, chiedendo di fare luce sul servizio, «decisamente troppo caro e poco efficiente».Anche il Codacons approva l’ operazione: «I servizi forniti da Poste, specie quello relativo alle raccomandate, vengono utilizzati ogni giorno da migliaia di consumatori, ed il rischio quindi è che una eventuale pratica scorretta abbia colpito un bacino d’ utenza molto vasto». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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