27 Novembre 2019

L’ Antitrust ha aperto un’ inchiesta sul servizio di recapito di Poste Italiane

 

L’ Antitrust ha avviato una indagine nei confronti di Poste Italiane per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, che secondo alcune segnalazioni sarebbe stata posta in essere nell’ ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare delle raccomandate. Come si legge in un nota dell’ Authority, l’ istruttoria dell’ Antitrust verte in particolare sulla presunta violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. L’ ipotesi è che il cliente/mittente che si rivolge a Poste per una Raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate”. In particolare viene contestato come l’ avviso di giacenza della raccomanda verrebbe depositato nella cassetta postale del destinatario senza che vi sia stato un effettivo tentativo di recapito della corrispondenza e relativo accertamento della presenza del destinatario al proprio domicilio. Ciò costringerebbe il destinatario ” ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie ” prosegue la nota dell’ Antitrust che conclude: ” Poste avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale , vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo “. Per questo motivo sarebbero già stati compiute ispezioni da parte degli agenti della Guardia di Finanza nelle sedi della società. Codacons: “Se illeciti allora rimborsi ai clienti” Se l’ Antitrust dovesse accertare illeciti, Poste sarà chiamata a rimborsare i clienti coinvolti nella pratica commerciale scorretta per i danni economici subiti. Lo spiega spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi che annuncia fin da ora azioni legali contro l’ azienda qualora siano accertate irregolarità, per far ottenere ai consumatori i risarcimenti loro spettanti.

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