L’ antincendio in stazione? «Gli estintori nell’ ufficio»
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fonte:
- il Tirreno
VIAREGGIO «Il piano di emergenza come si sostanzia?»: Andrea Bagatti è uno degli avvocati di parte civile che ormai da tempo lavora fianco a fianco sul processo per il disastro per la strage di Viareggio. A più voci (Maurizio Dalla Casa, Tiziano Nicoletti, Tiziana Pedonese) spingono l’ acceleratore sulla gestione della sicurezza in stazione e nelle immediate vicinanze. A rispondere è Carmine Magliacano, professione dirigente di movimento (capostazione a Viareggio), in servizio quella maledetta notte di cinque anni fa: «Si avvertono i dirigenti». «Solo questo?», chiede ancora il legale: «E rispetto al personale di stazione, ai passeggeri, agli utenti della stazione, che tipo di adempimenti in caso di emergenza?». La risposta racconta la solitudine di chi presidia la stazione la notte, lungo una linea (lo metteranno in luce le parole dell’ avvocato Filippo Antonini) lungo la quale non c’ è più personale tra La Spezia e Viareggio e tra Viareggio e Pisa): «Farli allontanare, indirizzarli lato Nord e lato Sud». Le domande proseguono battendo lo stesso tasto: «La stazione è dotata di un sistema antincendio?». «Ci sono gli estintori…in ufficio…». Punto. Estintori da ufficio contro il fuoco del Gpl. Già. Ma basta non fa sapere. Perché quando Maurizio Dalla Casa, che è anche il legale dell’ associazione dei familiari delle vittime (“Il mondo che vorrei”) domanda se il capostazione «era a conoscenza del tipo di materiale trasportato», la risposta lascia spiazzati: «No, non ero a conoscenza». Ed è l’ avvocato Laura Mara (Codacons) ad insistere sul tema: «Con riferimento ai convogli merci è mai stato informato puntualmente su tossicità e pericolosità delle sostanze in transito?». «Non me lo ricordo precisamente». Ed ancora: «Sa se c’ è un piano di emergenza e quali avvisi per la popolazione o le autorità locali prevede?». «Non ricordo». Giovanni Cosentino, manovratore, allo stesso quesito risponde: «Sì, il piano di emergenza è appeso in bacheca… C’ è scritto chi chiamare in caso di incendio, terremoto…è il dirigente che deve chiamare…». Laura Mara incalza: «Conosce la differenza tra piano di emergenza in ferrovia e piano di emergenza locale?». Il dipendente di Ferrovie risponde: «Sono la stessa cosa…». E non è esattamente così, fa notare l’ avvocato. La sicurezza che non c’ è. Non sul treno, sotto, nella cisterna. No. In una stazione di una città turistica, attraversata ogni giorno da convogli, passeggeri, semplici cittadini che vanno anche solo a prendere un caffé…(d.f.)
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