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4 Luglio 2019

`L’ annullamento del concorso minaccia gravi effetti in Veneto

Donazzan: «Quasi il 50% è vacante, stagione di caos in vista»
LA SELEZIONE VENEZIA Rischia di avere pesanti conseguenze in Veneto l’ annullamento del concorso nazionale per dirigenti scolastici deciso dal Tar del Lazio. Sono infatti 270 le sedi prive di un preside titolare, a causa dei pensionamenti avvenuti e delle assunzioni mancate: il riparto provinciale dell’ Ufficio scolastico regionale ne conta 17 a Belluno, 43 a Padova, 11 a Rovigo, 46 a Treviso, 57 a Venezia, 41 a Verona e 55 a Vicenza, di cui 110 sono oltretutto segnalate di «particolare complessità» per la «difficile raggiungibilità», la «presenza di particolari condizioni organizzative-gestionali e ambientali» o il continuo avvicendamento di reggenti «nell’ ultimo triennio». Una situazione asfittica, rispetto a cui la selezione era attesa come una preziosa boccata d’ ossigeno con i suoi 2.425 posti a bando, motivo per il quale ora si aspetta con particolare ansia l’ appello al Consiglio di Stato, che già oggi potrebbe pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva avanzata con urgenza dal ministero dell’ Istruzione, intenzionato a procedere con la definizione della graduatoria in attesa della sentenza di merito. LA REGIONE Pensando all’ avvio del nuovo anno scolastico, l’ assessore regionale Elena Donazzan è molto preoccupata: «La scuola dovrà affrontare ancora una volta una stagione di caos. Non bastavano i diplomati magistrali licenziati il 30 giugno, alcuni anche dopo 15 o 25 anni di insegnamento, perché non si è saputo trovare una soluzione normativa. Ora si aggiunge pure questo stop al potenziamento dei presidi, fra i quali stanno aumentando le malattie professionali correlate allo stress, visto il peso di gestire in contemporanea più scuole da 2.000 studenti ciascuna, nei casi più estremi a distanza anche di 70 chilometri l’ una dall’ altra. Quasi il 50% degli istituti veneti è scoperto e questo concorso annullato è l’ ennesimo motivo di incertezza». L’ esponente di Fdi conta di affrontare la questione in un incontro con il ministro Marco Bussetti, chiesto martedì dalla nona commissione della Conferenza Stato-Regioni, poche ore prima che il verdetto dei giudici amministrativi aggravasse ulteriormente il problema. «Ma non posso incolpare chi ha fatto ricorso precisa Donazzan che aveva legittimamente il dubbio di non essere stato messo nelle condizioni più corrette e aveva quindi il diritto di tutelare la propria posizione lavorativa e personale. Il problema è che anche questa selezione, come altre, conteneva un vizio di legittimità». I SINDACATI Non a caso il Codacons rende noto che assisterà i candidati bocciati allo scritto davanti al Consiglio di Stato, in quanto il settore dell’ istruzione «non può basarsi su prove irregolari e caratterizzate da illegittimità». I sindacati sono invece schierati a fianco dei concorrenti ammessi all’ orale, tanto che la Flc Cgil si costituirà in giudizio con il Miur, come annuncia la responsabile del settore Roberta Fanfarillo: «Si tratta di lavoratori del tutto estranei alle vicende contestate. Senza i nuovi dirigenti scolastici, la situazione a partire dal 1° settembre sarà drammatica». Per questo la Cisl Scuola confida almeno nella sospensiva: «Sarà possibile proseguire nelle operazioni conclusive del concorso, compresa l’ approvazione della graduatoria e l’ assunzione dei vincitori». Si chiede però Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola: «Nel caso di conferma della Sentenza del Tar, sarà tutto da rifare? C’ è un ruolo giuridico e un ruolo politico in questa vicenda». Così la Gilda chiede «al Governo e al Parlamento di riformare profondamente la governance della scuola», rilanciando la proposta di introdurre «la figura del preside elettivo che deve essere nominato dal Collegio dei docenti». Domanda finale di Simonetta Rubinato, presidente dell’ associazione Veneto Vivo: «Di fronte a questa ennesima prova di inefficienza nella gestione dei concorsi pubblici da parte del Miur, qualcuno osa chiedere ancora perché il Veneto voglia l’ autonomia differenziata nella gestione degli organici della scuola?». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
angela pederiva

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