«L’ anamnesi del paziente la facciamo sempre»
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fonte:
- il Tirreno
PRATO«La vaccinazione non diventata un tso, un trattamento sanitario obbligatorio. C’ è sempre un margine di scelta». Il chiarimento arriva da Giorgio Garofalo, direttore del dipartimento igiene pubblica dell’ Asl Toscana centro, il quale precisa che «in caso di situazioni particolari il vaccino può essere rimandato, oppure, per esempio in presenza di particolari allergie, si può decidere se vaccinare il paziente in ambienti ospedalieri protetti». In generale, chiarisce il dirigente, «tutte le persone che si vaccinano, bambini ed adulti che siano, vengono sottoposti ad una pre-analisi, in cui viene fatta la cosiddetta anamnesi sulle vaccinazioni effettuate, le malattie e tutto lo stato di salute. Ma non c’ è bisogno di screening o mappature generiche per capire se il vaccino può essere fatto o meno». C’ è poi il caso della malattia già avuta: è pericoloso vaccinarsi? «È importante che le famiglie, o i pazienti stessi se sono adulti, ci forniscano la loro storia completa delle malattie infettive. Ma anche vaccinando un soggetto già colpito, per esempio, dal morbillo, non ha controindicazioni. Faccio l’ esempio dell’ antitetanica: il richiamo dovrebbe esser e ogni dieci anni, ma se il paziente non ricorda se l’ ha fatta nove o undici anni prima non cambia niente: il beneficio è di gran lunga superiore al piccolissimo rischio». Ques’ ultimo è un concetto fondamentale, secondo Garofalo, che sta alla base di molte preoccupazioni infondate: «Quando si parla di rischi e contro-indicazioni, ci riferiamo a 2-3 ore di febbre. Il vaccino del morbillo può provocare eventi avversi, comunque non mortali, in un caso su un milione». Garofalo non è troppo stupito dell’ esposto in procura contro l’ Asl presentato da Codacons «Riceviamo quotidianamente richieste di chiarimenti sui vaccini, soprattutto con l’ attenzione mediatica seguita all’ entrata in vigore della nuova legge». (f.a.)
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