9 Settembre 2011

L’ analisi Questa stangata ci è molto familiare

L’ analisi Questa stangata ci è molto familiare
 

segue da pagina 1 famiglie, soprattutto di quelle più indigenti. Come tutte le tasse non progressive, «la tassa dei poveri» penalizzerà soprattutto il tenore di vita dei ceti meno abbienti, già alle prese con un tenore di vita sempre più drammatico. L’ aliquota Iva italiana è ormai la più alta d’ Europa insieme con quelle della Grecia e del Portogallo. Gli altri Paesi hanno deciso di non infierire per non deprimere i consumi. In Germania, ad esempio, è al 19 per cento. Nel nostro Paese colpirà bollette elettriche, detersivi, giocattoli, televisori, auto, moto, pacchetti vacanze, mobili, computer, occhiali, benzina, gasolio, servizi artigianali. Difficile che i produttori vadano ad assorbire gli aumenti, essendo i margini di guadagno già risicati. Sarà un miracolo se i distributori e molti commercianti non ne approfitteranno ricaricando sui clienti finali. I distributori e i negozi sono già pronti ad aggiornare i propri listini. Aspettiamoci un autunno freddo, freddissimo, con una gelata dei consumi a livello generalizzato. Questo aumento indiscriminato dei prezzi, ha calcolato il Codacons, costerà a una famiglia media con due figli 385 euro l’ anno. Il resto lo farà il tradizionale aumento di bollette e tariffe previste da Stato ed enti locali. È anche prevedibile che Comuni, Province e Regioni, dovendo rimediare a tagli per miliardi di euro decisi dalla Manovra, ricaricheranno o faranno a meno di importanti servizi: mense, scuole, trasporti, asili, servizi di assistenza. Ancora una volta la famiglia, soprattutto quella meno abbiente, rimarrà vittima di questo combinato disposto. D’ altro canto il congelamento degli stipendi degli statali per tre anni porterà a una maggiore sofferenza dei nuclei appartenenti a questo settore. A tutto questo dobbiamo aggiungere la riforma delle pensioni di reversibilità e di invalidità: una vera e propria scure che porterà al risparmio di 4 miliardi nel 2012, 12 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. A che prezzo? Non dobbiamo dimenticare che il livello dei salari del nostro Paese è il più basso d’ Europa, anche per effetto del fiscal drag, come ha autorevolmente spiegato nell’ ultimo bollettino la Banca d’ Italia. Significa che i pochi aumenti che ci sono stati in busta paga per effetto dei contratti nazionali o aziendali sono stati assorbiti dall’ aumento delle aliquote fiscali, che sono progressive. Via Nazionale calcola una cifra di due miliardi «rosicchiati» in questo modo dalle tasse. Non solo: se non si arriverà a recuperare i saldi previsti, scatterà il taglio «lineare» delle agevolazioni fiscali previste nella dichiarazione dei redditi: interessi sul mutuo, spese mediche, istruzione, assicurazioni, insomma quel po’ di Welfare familiare che ancora resiste in Italia. Uno studio Ocse dimostra che l’ impatto delle tasse sui nuclei italiani ha portato una variazione negativa del 3,3 per cento, il triplo rispetto alla Danimarca. In pratica le famiglie italiane sono quelle che hanno visto restringere maggiormente il proprio reddito in tutta Europa. In fondo la Manovra è il punto di arrivo di una politica economica che parte da lontano, forse da decenni, e che non ha mai considerato la famiglia, nonostante sia un vero e proprio ammortizzatore sociale (pensiamo ai figli trentenni senza lavoro mantenuti a casa) al centro del sistema fiscale.

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