23 Dicembre 2010

L’ ANALISI DEL CODACONS

Aumenti fino al 10%

Carne, pesce, pasta, frutta, verdura o dolciumi: per i manicaretti di Natale, dal cenone della vigilia al pranzo di Santo Stefano, gli umbri spenderanno circa 35 milioni in totale, 40 euro a persona circa. Ma a saper ben scegliere e senza cedere alle tentazioni di cibi di lusso o fuori stagione, una famiglia di sei-otto persone può cavarsela con una spesa di 30-40 euro. Sulla spesa alimentare di Natale incombono alcuni aumenti ma soprattutto gli sprechi, fenomeno ancora rilevante nonostante la crisi. «Gli umbri sentono molto la tradizione natalizia – spiega Pietro Passeri, presidente provinciale Fida-Confcommercio Perugia – e difficilmente rinunciano a certe spese. Ovvio guardano sempre più al risparmio, spesso scelgono la cosa che costa meno e in offerta, ma il fatto che la tradizione regga è un buon segnale: il rischio è, altrimenti, compromettere stili di vita. L’ auspicio è che un giorno le famiglie abbiano la possibilità di tornare a comprare a prezzo pieno, ma questa è già una premessa positiva: c’ è spirito per andare avanti». Indicazioni positive sulla spesa alimentare di Natale, arrivano anche dal Codacons Umbria. «Le famiglie non spenderanno eccessivamente – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e secondo il nostro osservatorio abbiamo notato che in tanti cercheranno di "sistemare" gli acquisti pre natalizi con circa 200 euro, compresi i piccoli regali. Quanto agli aumenti, abbiamo notato che i prezzi variano molto da negozio a negozio e per alcuni prodotti, dal salmone al tacchino, passando per dolci natalizi e frutta (ananas o uva) i prezzi sono saliti anche del 10% rispetto ad un anno fa. Di contro, però, abbiamo anche riscontrato una notevole varietà di offerte che in molti casi riescono a compensare i rincari subiti da certi prodotti». Così, dove la carne costa più, magari si trovano offerte convenienti per latticini, formaggi o panettoni. «Quando ci sono catene commerciali che nei volantini quotano 500 grammi di pasta di prima marca a 50 centesimi – spiega Passeri – questo indica quanto a livello commerciale sia importante far confluire persone nei negozi». A saper scegliere tra le offerte, preparare cenone e pranzo di Natale in casa si rivela un vantaggio. «Un nucleo di 6 persone – spiega Passeri – se compra solo l’ occorrente per preparare, dal cibo al vino, passando per il tovagliame "usa e getta" , se la può cavare anche con 30 euro. Chi invece decide per il "tutto pronto" deve affrontare in media una spesa almeno doppia». Dal vino in bottiglia a 3 euro al parmigiano reggiano sceso da 17 a 12 euro, le offerte non mancano, con prezzi scontati anche su carne («gli umbri riscoprono l’ agnello anche a Natale») e prodotti natalizi. «Abbiamo notato che lo zampone – osserva Falcinelli – in vari esercizi è in offerta da oltre 20 giorni». Resta il nodo sprechi. «Occorre fare attenzione alle quantità perché si tende a comprare sempre in eccesso e tante famiglie arrivano al 27 con il pesce della vigilia ancora da consumare. Ma lo stesso vale per la frutta, sia fresca che secca». In una stima, l’ Adoc ha quantificato gli sprechi dei consumi alimentari nel 9% della spesa con Natale e Capodanno che "regalano" al cassonetto oltre 70 euro a famiglia. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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