8 luglio 2018

L’ amore degli antichi romani alle terme di Domiziano

Una mostra che non sia soltanto intesa come momento espositivo e conoscitivo, ma trasformi l’ arte in strumento dalla fortissima ricaduta sociale, per contrastare la violenza di genere: è l’ intento che anima il progetto “L’ amore non violento nell’ antica Roma”, in programma dai primi giorni di ottobre 2018 allo Stadio di Domiziano, nella capitale. L’ esposizione, curata da Vittorio Sgarbi, sarà incentrata sulla dimensione dell’ eros nel mondo antico, attraverso un’ analisi che sia priva di giudizi morali, di quel “senso del peccato” portato dall’ avvento del cristianesimo. Sarà questo patrimonio culturale, questa eredità dal passato ad educare giovani e non ad un’ apertura mentale più ampia, a ritrovare e vivere – come afferma Sgarbi – una “sessualità semplice, pura, vera”. In questa libertà ritrovata si riscopre la “dimensione del piacere condiviso”: l’ erotismo, dunque, diventa il condividere sé con l’ altro non più concepito come un mero oggetto, ed è questa forma di educazione la prevenzione più effica ce alla violenza di genere. La mostra è stata realizzata con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità e vede la collaborazione di diversi interlocutori istituzionali, per ampliare e arricchire la prospettiva sulla tematica: la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive (SiiPaC) Onlus Lazio, il Codacons e infine il Mann, che ha fornito numerosi reperti in mostra e ha ospitato la presentazione stessa del progetto espositivo. Un incontro reso momento di riflessione grazie alla presenza di numerosi protagonisti moderati dal giornalista Pasquale Esposito: la diversità di ciascun contributo e la molteplicità di vedute sono ciò che hanno arricchito il dibattito su una tematica che, ricorda il direttore del Mann Paolo Giulierini, rischia spesso di essere banalizzata. Si rende necessaria, dunque, una comunicazione più efficace, completa. La mostra, infatti, non esporrà soltanto opere d’ arte, che già di per sé – afferma Florinda Maione, presidente SiiPaC – hanno uno straordinario valore espressivo, chemeglio dialogano con le interiorità più profonde dell’ uomo. Si aggiun gono 12 riproduzioni tridimensionali di sculture tratte delle collezioni del Mann, così descritte dal creativo Rémy Verbanaz: montate su supporti retroilluminati, le immagini ricreano il contesto originario e realizzano l’ effetto volumetrico senza la necessità di alcun supporto. Non è soltanto fotografia, afferma il direttore del Museo dei Fiorentini Simone Ferrari: riproduzioni così realizzate sono uniche, diventano “nuova arte”. Se la tecnologia rafforza la comunicazione, psicologia e neuroscienza la renderanno più completa attraverso laboratori e dibattiti. Del resto, come ha illustrato il neuropsichiatra Giovanni Serpelloni, è nel cervello la risposta ad ogni comportamento dell’ uomo, la traccia di ogni sua emozione: a dimostrarlo sono stati numerosi studi, che hanno evidenziato quali aree del cervello si attivano durante le più diverse interazioni umane, anche nel caso di individui aggressivi. Da questa consapevolezza e attraverso l’ attenta analisi della psiche, si opera per il cambiamento di soggetti violenti: interviene dunque la psicoterapia, spiega il presidente Igat Antonio Ferrara.

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