26 Settembre 2010

L’ Ama alle associazioni “Pagate la tassa sui rifiuti”

L’ Ama è sul piede di guerra. Questa volta contro le associazioni. La municipalizzata è intenzionata a fare pagare la tassa sui rifiuti a tutti. E visto che diverse associazioni risultano non in regola con la Ta.Ri., l’ Ama le ha invitate a pagare. Tra le associazioni alcune cadono dalle nuvole, altre come il Codacons dicono che non pagheranno perché è illegittima. Dopo iministeri e i partiti politici, le associazioni: tutti nel mirino dell’ Ama, pronta a dare battaglia. L’ oggetto è sempre lo stesso, la tassa sui rifiuti, quella Ta.Ri. che tanto ha fatto discutere il mondo politico tra ribassi che non ci sono stati (la riduzione del 10% di Iva è stata «compensata» da un aumento analogo), bollette non recapitate oppure arrivate già scadute. La municipalizzata romana, la settimana scorsa, ha inviato una serie di lettere, dirette alle principali associazioni che operano sul territorio. Quasi per tutte, il messaggio è analogo: «Invito alla regolarizzazione della Ta.Ri.». Dai controlli effettuati dai tecnici, infatti, emergerebbe un particolare: come nel caso dei partiti politici, diverse associazioni risultano «non iscritte» al pagamento della tassa sui rifiuti. Che vuol dire non iscritte? Che, secondo il regolamento comunale approvato a luglio 2010, «i soggetti tenuti al pagamento presentano al soggetto gestore (l’ Ama, ndr) del servizio apposita dichiarazione di occupazione originaria o di variazione dei locali e delle aree costituenti presupposto di applicazione della tariffa». In base a quella dichiarazione, nella quale si indicano imetri quadrati dell’ appartamento in questione, le persone che lo occupano, l’ uso al quale è destinato (sia abitazione, associazione o attività commerciale), l’ Ama calcola la tariffa ed invia la bolletta. Bene, dai controlli fatti nella sede di via Calderon della barca, risulterebbe che molte associazioni quella dichiarazione non l’ hanno mai fatta. E che, di conseguenza, non hanno mai pagato la tassa sui rifiuti. La cifra che dovrebbe essere corrisposta, in realtà, non è altissima. E non ha niente a che vedere coi numeri dei «grandi evasori» (c’ era pure il Comune, fino a qualche tempo fa, insieme a moltissimi ministeri che nel frattempo si sono messi quasi tutti in regola): nel caso delle associazioni si tratta, al massimo, di 200-250 mila euro complessivi, visto che per loro è prevista una tariffa agevolata. Ma è anche un segnale: se l’ Adoc, o Cittadinanzattiva, o l’ Adiconsum non conoscono come funziona la tariffa sui rifiuti, figuriamoci cosa accade ai privati cittadini. L’ elenco che pubblichiamo qui a fianco è lungo e dettagliato. E gli indirizzi delle associazioni sono presi dai rispettivi siti internet ufficiali. Della Federconsumatori, ad esempio, risultano 11 uffici/sportelli, dislocati su tutta Roma: di questi, uno solo è iscritto all’ Ama ma come «utenza domestica». Nel caso del Movimento del cittadino il caso è diverso: su quattro sedi censite, una è iscritta e paga regolarmente l’ Ama, un’ altra paga come utenza domestica, due non sono iscritte. E poi ci sono Adiconsum, Aduc, Adusbef, il Codacons, il WWF. Tutte realtà molto impegnate nella tutela dei cittadini, pronte – anche nel recente passato – a chiedere all’ azienda romana «di restituire l’ Iva ai cittadini», o nel denunciare la pratica «vessatoria e ingiusta nel dovere andare in banca per pagare una bolletta che non èmai arrivata». Adesso, però, a mettersi in regola tocca a loro.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox