13 Luglio 2014

“L’ altro Matteo” che piace al Sud

“L’ altro Matteo” che piace al Sud

Aria condizionata, tv satellitare, palme in giardino, negozi di foto, mercatini, servizi wi-fi, ristoranti etnici e menù internazionali. E ancora: giardini, sigarette di contrabbando. Il tutto a disposizione dei clandestini sbarcati sulle coste italiane. Un reportage che innervosisce . Un dossier fotografico dal Cara di Mineo che ha la capacità di smuovere la rabbia di tanti. E basta mettere le immagini su Facebook per creare un vespaio di polemiche. Tutti contro tutti. L’ indignazione urlata alla rete è quella del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, in visita in ieri mattina nel centro accoglienza calatino. “Pazzesco – commenta dalla sua pagina Facebook – 400 villette, con giardino davanti e dietro e parabole sui tetti. Così gli italiani mantengono, anche oggi, 4.000 immigrati” nel solo centro di Mineo. Salvini la chiama la “megalopoli degli immigrati”. Tra le immagini postate sui social anche quella di due ospiti della struttura con ” cuffie, Ipod e telefonini ultimo modello “, segnala il leader del Carroccio. “Ai poveri immigrati, che sono liberi di uscire dal Centro dalle 8 alle 20, non manca niente”. In un’ altra foto Salvini immortala altalene, scivoli e altri giochi per bambini presenti nelle aree verdi interne al centro. ” Se penso a come sono ridotti alcuni giardini pubblici a Milano, mi incazzo “, commenta. Scatti che ritraggono anche improvvisate boutique fotografiche. “Chissà se valgono anche per loro gli studi di settore”, rileva il segretario leghista. Quanto ai bazar in mezzo alla strada: “Vendono di tutto – segnala – chissà se vale anche per loro l’ obbligo del bancomat”. Due casse per la frutta diventano invece un improvvisato banco per la vendita di sigarette di contrabbando. “Immigrati subito ambientati in Italia”, commenta amaramente. il leader leghista. Il fatto è che queste osservazioni le fanno sempre più spesso anche i siciliani e più in generale i cittadini italiani , disgustati da anni di malgoverno e imbrigliati nella burocrazia, nella mancanza di lavoro e di competitività nei confronti di un’ Europa avvertita come un agglomerato di regole e regolamenti asfittici, come una macchina finanziaria più interessata a tenere i conti in ordine piuttosto che al benessere dei cittadini. Così Matteo Salvini fa breccia nel cuore dei delusi, quelli che i sondaggisti chiamano “gli indecisi” , insomma coloro che negli ultimi anni sono riusciti a spostare l’ ago della bilancia elettorale da una parte all’ altra dell’ arco parlamentare. “Usciamo dall’ Euro”, “Stop all’ ingresso incontrollato dei migranti”, “Riappropriamoci del nostro Paese”, “Roma (e Bruxelles) ladrona”, ecc. Il refrain è quello leghista di sempre, ma ormai quasi senza improperi contro il Sud “parassita”. La Padania di Bossi e Maroni è un’ idea vecchia che racconta di un’ altra Italia . Il Trota, le parolacce, Ponte di Legno e gli scandali sembrano roba passata. Salvini è riuscito a rinvigorire la Lega che sembrava destinata alle pagine dei libri di storia. “L’ altro Matteo” dice le cose in faccia, è diretto, piace e coinvolge i suoi interlocutori su temi concreti. E soprattutto non ha paura a mandare in soffitta i suoi predecessori: “Il Cara lo aprì Maroni? In Italia 3-4 anni fa c’ era un’ altra situazione economica”. L’ eurodeputato della Lega Nord, poi, ha fatto un passo avanti: ha compreso che il Sud e soprattutto la Sicilia, storicamente orientata verso il centrodestra, può diventare un granaio di voti da spendere o da togliere proprio al nuovo premier Matteo Renzi “perché le sue bugie hanno le gambe corte”. E allora ecco che si moltiplicano le visite, le proteste e le manifestazioni nell’ Isola. Ogni giorno un attacco chirurgico e mirato ad Alfano sugli immigrati e su Mare Nostrum, tanto che il ministro siciliano comincia a spazientirsi rispondendo a tono: “Salvini? E’ da dieci anni in Parlamento e non è riuscito a portare un risultato a casa”. Il leader del Carroccio, come Le Pen in Francia, fa leva sulle tradizioni, sull’ orgoglio e sulla dignità nazionale “all inclusive”, estremo Sud compreso. E i numeri cominciano a dargli ragione: un sindaco sull’ Etna, una sezione di partito a Catania, un deputato siciliano alla Camera, l’ endorsement costante dei consumatori del Codacons e una serie di giovani simpatizzanti che a breve, anche sotto l’ elefante, potrebbero aderire al partito “dell’ altro Matteo” . La scadenza elettorale del 2016 potrebbe essere la sua grande chance, mentre il centrodestra cerca ancora un nuovo leader che possa sostituire Silvio Berlusconi. Twitter: @LucaCiliberti.

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