12 Luglio 2016

L’ allarme topi e il piano flop: «Derattizzazione immediata»

L’ allarme topi e il piano flop: «Derattizzazione immediata»
blitz
dell’ ama a tor bella monaca dove la situazione è fuori controllo:
spostati i secchioni dalle aree verdi l’ infettivologo: «i rischi
sanitari sono elevati, le ditte appaltanti devono intervenire su ordini
delle asl»

L’ ANALISI Hanno vinto i ratti. Narrano che tra i problemi che fecero più arrabbiare il commissario Francesco Paolo Tronca ci fosse proprio l’ invasione dei topi, aiutata dai rifiuti organici abbandonati per strada, che favorivano i loro banchetti. Tronca mise al lavoro una commissione di esperti («anche se so di non avere il tempo per vincere questa battaglia», disse profetico) e alla fine fu emanata una ordinanza che proibiva di abbandonare generi alimentari per strada, in modo da evitare la moltiplicazione dei ratti. Sulla carta una misura giusta, nella pratica ha cozzato con quello che a Roma rappresenta sempre la causa del naufragio di ogni buon proposito: la difficoltà di fare i controlli e dunque emanare le sanzioni. E così per i topi romani, quelli del centro e quelli della periferia, la vita è proseguita come prima. Non esistono numeri attendibili, ma si ipotizza che a Roma vi siano due topi per ogni abitante, che significa sei milioni. Ai tempi dell’ offensiva di Tronca, uno degli esperti, il professor Giovanni Capelli, docente del Dipartimento Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’ Università di Cassino spiegò: «Ogni dato è azzardato. Ma dobbiamo capire che sotto Roma, come sotto ogni grande metropoli, vive una immensa città parallela, abitata da topi. Ciò che dobbiamo evitare è chi si creino le condizioni che favoriscano la loro uscita all’ esterno». BANCHETTI Ecco, negli ultimi anni quelle condizioni, dal punto di vista dei ratti, sono notevolmente migliorate, a causa dei cumuli di rifiuti che restano per strada, in via Nazionale a due passi dal Viminale come a Tor Bella Monaca, dove un gruppo di ragazzini che ha già capito benissimo come funziona la macchina dei social che alimenta i media ha filmato la corsa dei topi («regà, mettiamola su Facebook, farà un sacco di condivisioni»). Ieri l’ Ama, su ordine di Virginia Raggi, ha fatto un primo intervento: ha spostato i cassonetti incriminati che si trovavano vicino a un’ area verde abbandonata, nei prossimi giorni ci sarà una bonifica e una vera e propria derattizzazione. Ma rischia di essere il solito tentativo di svuotare l’ oceano con un cucchiaino da caffè. Sul fronte sanitario gli esperti invitano a non sottovalutare il problema. L’ infettivologo Carlo Vittorio Resti ha spiegato: «L’ emergenza topi a Roma comporta inevitabili rischi per i cittadini, rappresentati in primis dalla possibilità di essere attaccati e quindi morsi dall’ animale, oppure di entrare in contatto con i suoi liquidi biologici infetti (urine, feci). Nel caso ciò avvenga è necessario recarsi subito al Pronto soccorso. I rischi sanitari sono di vario tipo e dipendono dal tipo di animale: se si tratta di topolini non dovrebbero essere pericolosi, ma nel caso di topi di fogna il discorso cambia: è molto ampia la gamma di infezioni che possono trasmettere attraverso il morso o i liquidi biologici. La più conosciuta è la leptospirosi, che si manifesta con febbre alta e disturbi renali acuti. Quello dei topi è un problema di igiene e sanità pubblica di cui si devono occupare le Asl, incaricando le ditte appaltanti di una derattizzazione urgente, con l’ obiettivo di ridurne il numero complessivo». GABBIANI Insieme ai topi, tra l’ altro, si moltiplicano i gabbiani, sempre più palestrati. Dice Fabrizio Magrelli, direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ Asl Roma 2: «La presenza di topi a Roma rappresenta una cronicità legata allo smaltimento dei rifiuti: se lasciamo per strada al di fuori dei cassonetti (magari perché non si chiudono) tutto ciò che rappresenta nutrimento per ratti, scarafaggi e gabbiani, è chiaro che la situazione non cambierà». Carlo Rienzi, di Codacons, si è invece arrabbiato perché la Raggi è andata a Tor Bella Monaca: «I topi sono ovunque, mica solo là». M.Ev. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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