L’ allarme di Bankitalia “Il reddito delle famiglie si riduce ancora”
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fonte:
- La Stampa
Il calo dei redditi delle famiglie si ripercuoterà sui consumi, riducendo le possibilità di ripresa Famiglie vulnerabili» vengono definite nel gergo gentile degli economisti. Nel biennio 2011-2012 ammontano a circa 600mila i nuclei familiari che possono contare su un reddito sempre più basso e che riescono con enorme difficoltà a onorare pagamenti e prestiti. «Abbiamo calcolato che nel 2010 il 3,6 percento delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravato da un servizio del debito superiore al 30 per cento del loro reddito» spiega Salvatore Rossi, vicedirettore generale della Banca d’ Italia. Per il 2012 non sono ancora disponibili dei dati, ma le simulazioni dicono che gli indicatori sarebbero rimasti sostanzialmente invariati rispetto alla fine del 2010. Secondo Rossi il fatto che la vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane non sia aumentata negli ultimi due anni è da attribuire «oltre che alla maggiore attenzione delle banche nella selezione della clientela, al basso livello dei tassi di interesse di mercato, conseguente alle politiche espansive attuate nell’ area dell’ euro. Ne è disceso per le famiglie un contenimento dei costi dei prestiti a tasso variabile, che è una componente rilevante dei prestiti in essere». Un altro aiuto per venire incontro alle difficoltà delle famiglie è rappresentato dalla «moratoria concordata con l’ Abi e le associazioni dei consumatori, che dal febbraio del 2010 ha consentito a quasi 80 mila famiglie di sospendere per un anno il rimborso della rata del mutuo». Ma le buone notizie finiscono qui. Siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale, che dal 2008 al 2011 era già sceso del 5%. «Quest’ anno se ne profila una diminuzione anche più marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009 – prosegue Rossi – le famiglie quindi ridimensionano o rinviano l’ acquisto di abitazioni e beni di consumo durevoli, riducendo di conseguenza la loro domanda di finanziamenti alle banche». Nel terzo trimestre di quest’ anno, infatti, per la prima volta, il totale dei prestiti (sofferenze escluse) è risultato più basso dell’ 1% rispetto a un anno prima. «La severità della recessione e le incerte prospettive del mercato immobiliare hanno determinato un crollo repentino della domanda di mutui; anche le richieste di credito al consumo sono diminuite». La stretta al credito, molto pronunciata all’ inizio dell’ anno, secondo Rossi si è poi attenuata. «Da gennaio allo scorso settembre sono stati erogati mutui immobiliari per poco più di 21 miliardi. Riportando il dato ad anno, si ottiene un ammontare di circa 30 miliardi, molto minore di quello registrato nei due anni precedenti, minore anche di quello del 2009, l’ altro anno recente di forte recessione, in cui comunque furono erogati mutui per oltre 40 miliardi». «Fino a che le famiglie continueranno ad avere una riduzione del loro reddito reale, i consumi non potranno che scendere e l’ Italia, conseguentemente, non sarà in grado di crescere ed uscire dal tunnel della crisi» avverte il Codacons, che per questo chiede al governo di congelare le tariffe pubbliche, dall’ acqua ai rifiuti, dai pedaggi autostradali al canone Rai, dalla luce al gas. Solo così, secondo i consumatori, potrà essere salvaguardato il reddito reale delle famiglie. Unica nota positiva arriva da un’ altra indagine di Banca d’ Italia che per il 2011 segnala per il terzo anno consecutivo una diminuzione della spesa media per la gestione di un conto corrente a quota 105,7 euro, oltre 4 euro in meno rispetto all’ anno precedente e 8 euro in meno rispetto al 2009. a flessione, spiega via Nazionale, deriva principalmente dalla riduzione dei canoni e delle spese per la scrittura delle singole operazioni. IL CODACONS «Fino a quando la tendenza non si invertirà anche i consumi resteranno in rosso»
rosaria talarico roma
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