L’ allarme del garante non convince la figisc
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fonte:
- La Sicilia.it
È guerra sulla benzina Roma. «Un passo indietro» che frena il calo dei prezzi dei carburanti. In una segnalazione a governo e Parlamento, l’ Antitrust non risparmia critiche all’ accordo siglato il 14 settembre dai gestori e dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, per scongiurare la temuta serrata di tre giorni annunciata dai distributori. «L’ accordo con i gestori peggiora la riforma del settore e allontana la riduzione del differenziale del prezzo italiano rispetto alla media europea», scrive il garante, chiedendo il ritiro delle novità e il varo di norme «realmente liberalizzatrici». Le modifiche al protocollo di intesa con i petrolieri raggiunto ad aprile scorso, ed inserito nel ddl concorrenza, infatti, «ritarderanno l’ ammodernamento della rete e impediranno lo sviluppo del settore». Sotto la lente dell’ Antitrust è finita, in particolar modo, la mancata «selfizzazione», temuta e combattuta dai gestori, preoccupati per la perdita di posti di lavoro. L’ Autorità critica quindi apertamente l’ eliminazione del divieto, per Regioni e Comuni, di introdurre regolamentazioni più restrittive della concorrenza, in particolare per quanto riguarda l’ uso del self service pre-pay durante l’ orario di apertura, e la diffusione di impianti completamente automatizzati. In sostanza «l’ effetto dell’ accordo governo-gestori impedirà un’ uniforme applicazione a livello locale dei principi di liberalizzazione». L’ unico elemento positivo è invece «la conferma della liberalizzazione delle forme contrattuali per la gestione dell’ impianto di distribuzione di carburante che, eliminando il vincolo di esclusiva, potrà contribuire alla definizione di un sistema distributivo più concorrenziale e alla creazione di un mercato di approvvigionamento all’ ingrosso dei carburanti per autotrazione». L’ allarme del garante è respinto al mittente dai protagonisti dell’ accordo. I sindacati dei gestori difendono infatti l’ intesa che, assicura la Figisc, «fa l’ interesse generale». Il contenuto dell’ accordo «va esattamente nella direzione di una maggiore concorrenza e di un tendenziale contenimento dei prezzi al pubblico dei carburanti», afferma la Fegica-Cisl. La Faib rincara la dose, accusando l’ Antitrust di aver «ignorato» i veri nodi della concorrenza nel settore. Plaudono, invece, i consumatori e la Federdistribuzione, rappresentante della grande distribuzione organizzata. Secondo il Codacons, il governo «deve accogliere le osservazioni dell’ Antitrust, annullando l’ accordo e studiando assieme alle associazioni dei consumatori strumenti che possano garantire la concorrenza». alessandro leopiger 01/10/2010 nascosto –> –>
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