31 Agosto 2018

L’ allarme del Codacons: «Stangata sul pane» Confagri: «Esagerato»

È di pochi giorni fa il grido lanciato dal Codacons, che con toni decisamente allarmistici parlava di una possibile “stangata su pane e pasta” a partire da settembre. Il motivo? Il rialzo dei listini del 5%, che determinerebbe un aumento della spesa annua sulle famiglie italiane.Il Codacons però, nella sua analisi, non cita alcun tipo di dato o di fonte, e gli organismi ufficiali dicono ben altro. I prezzi rilevati dalla Borsa merci di Mantova (che ricalcano quelli della Borsa merci di Bologna, il principale riferimento nazionale) infatti evidenziano un calo nel prezzo del grano duro fino, che passa dai 229 EUR/t del 2017 ai 217 EUR/t di quest’ anno, una diminuzione di 12 euro alla tonnellata, pari al 5,2%: «Con il prezzo del grano duro in calo – spiega il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna – ci si aspetta un calo del prezzo della pasta, non un aumento come pronosticato dal Codacons. Parlare di caro pasta dunque ci sembra decisamente esagerato».Discorso diverso per il grano tenero fino, che è passato da 178 EUR/t a 199 EUR/t, con un aumento di 21 euro alla tonnellata (+12%): «Questo aumento dei prezzi però – prosegue Lasagna – non si tradurrà nella tanto conclamata stangata sul costo del pane di cui parla il Codacons. Un rincaro di 21 euro alla tonnellata si converte in un aumento di circa 0,02 euro al chilo, che teoricamente potrebbe essere la maggiorazione sul prezzo finale del pane. Un aumento del prezzo di questo tipo potrebbe essere giustificato, oltre entreremmo nel campo della speculazione, alla luce del fatto che, quando il prezzo del grano è calato, non si sono mai visti cali nel prezzo del pane o della pasta». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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