20 Dicembre 2017

L’ albero di Natale morto a Roma, esposto alla Corte dei Conti

Il caso di «Spelacchio», l’ albero di Natale di Piazza Venezia, nonchè il più discusso d’ Italia, arriva in Corte dei Conti. Il Codacons ha infatti depositato ai magistrati contabili un esposto in cui chiede di aprire un’ indagine sulle spese sostenute dall’ amministrazione per l’ albero, e accertare eventuali danni erariali per la collettività. «Spelacchio non può più rimanere piazza Venezia e deve essere rimosso con urgenza. Un albero secco, spelacchiato e morente configura una figuraccia mondiale per Roma», rincara il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi, chiedendone immediata rimozione. Un’ iniziativa che punta contro il sindaco Virginia Raggi, che in un altro contesto rivela: «Se arriverò viva a fine mandato, non mi ricandiderò a di Roma». «Sarà già un grandissimo successo concludere i 5 anni in Campidoglio», ha detto ridendo ai giornalisti che la interpellavano dopo il caso Fucci, il sindaco M5S di Pomezia, comune romano, che non intende piegarsi ai due mandati massimo. «La regola è chiara e ce la siamo data», risponde Raggi. Il caso dell’ albero. L’ abete rosso arrivato a Roma dal Trentino ha fatto subito parlare di sè per l’ aspetto non proprio rigoglioso delle sue fronde. Protagonista di ironie e sfottò sul web, si è guadagnato anche alcuni apprezzamenti e, di sicuro, l’ appella tivo ormai famoso di «Spelacchio». Ad intervenire sul tema ora è Eleonora Mariano, agronoma della segreteria tecnica del Pefc Italia (organismo che promuove la gestione forestale sostenibile) che spiega: «Non solo l’ albero di piazza Venezia, ma tutti gli alberi di grandi dimensioni che addobbano le piazze italiane a Natale sono senza radici, quindi “morti”. In generale però reggono, a livello di immagine, fino all’ Epifania e oltre. Il problema di quello di piazza Venezia è che sta cedendo troppo velocemente, apparendo spoglio rispetto a quando è partito dalla Val di Fiemme. Le motivazioni possono essere diverse: le conseguenze di uno stress idrico dovuto alla siccità di quest’ anno e un’ altra concausa potrebbe essere legata alla modalità di trasporto e all’ arrivo a Roma». Nei giorni scorsi, a Rai Radio1, Ilario Cavanda, tecnico forestale della comunità di Fiemme, aveva detto: «Non so cosa può esser successo, da qui è partito in condizione perfette, lo abbiamo consegnato sano». Ed in ogni caso il Campidoglio ora non ha intenzione di rimuoverlo. L’ albero «è arrivato dalla Val di Fiemme senza radici, come tutti gli alberi di Natale, e non è previsto che sia sostituito», spiegano brevemente dall’ assessorato all’ Ambiente di Roma. Secondo alcune ricostruzioni, tuttavia, sembra che la stessa sindaca Virginia Raggi abbia deciso di chiedere una relazione tecnica sulla vicenda.

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