29 Aprile 2016

L’ Agcom richiama Vespa: «Mancava contraddittorio». Lui: io corretto

L’ Agcom richiama Vespa: «Mancava contraddittorio». Lui: io corretto

 

Roma. Un «fermo richiamo» alla Rai per la puntata di Porta a porta che il 6 aprile ha ospitato Salvo Riina. Lo ha deciso il Consiglio Agcom nella seduta del 19 aprile, come spiega il presidente dell’ Autorità Angelo Marcello Cardani in una lettera al direttore generale della tv pubblica, Antonio Campo Dall’ Orto. Nella missiva si segnala la «censurabile unilateralità di molte fasi dell’ intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio», che ha «pregiudicato» la «completezza delle informazioni». Parole per le quali il giornalista esprime sorpresa e dissenso. La prima perché «non ricordo l’ Agcom essersi mai espressa con tanta clamorosa severità nei confronti di un’ intervista televisiva ». Il secondo perché Vespa rivendica, citando i suoi 50 anni di carriera, di aver rispettato la deontologia professionale. Di segno opposto il giudizio dell’ Autorità garante per le comunicazioni – che si è mossa sulla base di un esposto presentato da Michele Anzaldi (Pd) – nel quale si sottolineano «criticità quanto alla modalità e alla contestualizzazione» dell’ intervista, nonché «alla complessiva caratterizzazione del personaggio intervistato». Il colloquio con Riina jr, spiega Cardani, «ha avuto il pregio di offrire allo spettatore l’ occasione di riflettere sul fenomeno della criminalità mafiosa anche da un punto di vista diverso rispetto a quelli usuali», tuttavia «avrebbe dovuto curare con la dovuta attenzione» e in modo «più esauriente» aspetti come «la ricostruzione delle biografie del personaggio intervistato e delle altre persone citate e una più rigorosa contestualizzazione storica dei fatti». Al contrario, sottolinea il presidente del-l’ Autorità, «le reticenze e le omissioni dell’ intervistato » sono rimaste «senza sostanziali repliche», pregiudicando non solo la completezza dell’ informazione, ma mettendo anche in secondo piano il «valore irrinunciabile che è il rispetto della sensibilità degli spettatori e, primo fra tutti, del dolore dei parenti delle vittime di mafia». La Rai viene, dunque, invitata ad «adeguarsi, per il futuro, in modo rigoroso, all’ indirizzo interpretativo» indicato nella lettera. Plauso all’ intervento arriva dai dem Luigi Zanda e Rosy Bindi, presidente dell’ Antimafia, e dal Codacons. Il presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S), su Fb riferisce di una seconda bacchettata dell’ Agcom, che sempre ieri «ha criticato duramente la qualità dell’ informazione Rai in occasione del referendum sulle trivelle». (G.San.) RIPRODUZIONE RISERVATA.

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