L’ addio a Spelacchio, simbolo triste: smontato, tagliato e portato lontano
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fonte:
- Corriere della Sera
Spelacchio addio, ma non per sempre. Ieri sera tardi Roma ha salutato il suo albero di Natale più triste mai impiantato in città ma, nello stesso tempo, quello diventato più famoso nel mondo. Un vero e proprio cronoprogramma con tanto di appuntamenti: alle 19 saluti delle istituzioni e spegnimento delle luci. Alle 20 transennamento dell’ area. Alle 22 inizio del taglio. Alle 23 partenza del trasporto. Spelacchio non finirà in una discarica ma verrà trasformato in piccoli oggetti e soprattutto in una «baby little home», una casetta per accogliere le mamme e i bambini che verrà donata a Roma dalla Magnifica Comunità della Val di Fiemme e collocata dove poi deciderà l’ amministrazione comunale romana. Sarà in legno certificato Pefc, ovvero dal Programme for the endorsement of forest certification schemes, il sistema di certificazione per la gestione sostenibile delle foreste. ” «Siamo felici di poter contribuire alla seconda vita di Spelacchio, lo smaltimento corretto degli alberi in città giunti a fine vita è prima di tutto un gesto simbolico», ha detto Antonio Brunori, segretario generale Pefc per l’ Italia. Dunque Spelacchio ci lascerà per poco tempo: conoscendo un po’ le abitudini della Val di Fiemme (Trentino orientale, tipica cultura dolomitica) non ci saranno lungaggini e la casetta rientrerà prevedibilmente presto a Roma. L’ assessora Pinuccia Montanari: «Abbiamo raccolto migliaia di messaggi che le persone hanno lasciato sui rami di Spelacchio e li pubblicheremo in un libro». Intanto lo «smaltimento corretto» di Spelacchio aggiunge un altro simbolo ai tanti già rappresentati dal povero abete rosso. In un momento in cui i rifiuti romani si sono trasformati in un caso politico ed ecologico di importanza nazionale, il fatto che l’ ex albero di Natale sia destinato a una seconda vita «sostenibile» può -speriamo – spingere molti romani a non abbandonare i loro piccoli abeti defunti nei cassonetti. Resta aperta la partita con l’ Anac, l’ autorità Anticorruzione che, dopo l’ esposto del Codacons, ha chiesto chiarimenti al Campidoglio sui circa 48.000 euro spesi per Spelacchio, la stessa cifra che due anni fa fu sufficiente per acquistare sue abeti. Il Campidoglio avrà 30 giorni per rispondere. Entro metà febbraio, quando mancheranno 45 giorni a Pasqua. Non ce ne libereremo mai più.
paolo conti
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