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16 Settembre 2013

L’ addio a Gloria: ” Basta malasanità”

L’ addio a Gloria: ” Basta malasanità”

 

«BISOGNA avere il coraggio di fermarli finché siamo in tempo, perché se diventano cattivi medici ammazzano, scannano». Attacca a testa bassa i dottori che avevano in cura la piccola Gloria Ascia morta al policlinico Torvergata: don Enzo Romano lo ha fatto dal pulpito da ove ha celebrato il funerale della bimba di due anni nella chiesa di San Rocco a Gela in Sicilia. È partito alle 16,40 il corteo silenzioso che ha accompagnato Gloria, dalla sua casa alla vicina chiesa. «Un’ atmosfera surreale, l’ intera città si è stretta intorno alla piccola, alla sua famiglia. Tutti in silenzio. A Gela non è mai successo niente di simile» racconta l’ avvocato della famiglia Ascia, Giacomo Di Fede. Alle spalle del feretro un fiume di concittadini stretti attorno ai genitori che hanno percorso il tragitto in un silenzio religioso. Clima opposto nella Capitale dove invece infuria una nuova polemica sul decesso dellapiccola. I magistrati romani affideranno a un esperto una perizia sul catetere usato nell’ operazione. Dai primi risultati dell’ autopsia, la bimba potrebbe essere morta a causa di un sondino troppo grande che le ha reciso una vena. E da oggi sono previsti i primi interrogatori dei camici bianchi. Interviene anche il Codacons che spara a zero sulla precedente giunta regionale guidata da Renata Polverini responsabile, secondo il presidente Carlo Rienzi, «di pesanti tagli alla sanità. Sarebbe importante che la procura verifichi eventuali legami tra la mortedella bimba, causata da un catetere troppo grande e i tagli alla sanità realizzati dalla precedente giunta regionale». Una circostanza su cui vuole vederci chiaro anche il legale della famiglia Ascia. Ma per l’ avvocato Di Fede i tagli alla sanità non costituirebbero una giustificazione: «Se il catetere era piùgrande rispetto all’ esigenza della bimba semplicemente i dottori non dovevano inserirglielo». Intanto le indagini della Regione Lazio e del ministero della Salute proseguono. Oggi sarà consegnata una prima relazione frutto dell’ inchiesta interna del Policlinico. Sono una ventina le persone già sentite, ma sarebbero quattro suscettibili di provvedimenti disciplinari quindi un numero inferiore rispetto ai sanitari indagati dalla magistratura. «Lo scorso 8 settembre – ha detto Antonino – eravamo tutti insieme, io, mia moglie, Gloria e Riccardo a mangiare una pizza a Fontana di Trevi. L’ indomani siamo andati a San Pietro ad ascoltare l’ Angelus di Papa Francesco. Eravamo felici, poi tre giorni dopo mia figlia è morta». E ieri tra le lacrime Sara Avenia, la mamma di Gloria, ha salutato la sua bimba: «Ci mancherai – ha detto la donna stringendo la piccola bara bianca – il tuo ricordo ci darà la forza per affrontare con un sorriso la vita».© RIPRODUZIONE RISERVATA.

giuseppe scarpa

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