L’ acqua pubblica? Pdl: ora giù le tariffe
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
La giunta ha nominato il professor Antonio Di Santo liquidatore per l’ Autorità d’ ambito della Puglia (Ato Puglia), l’ ente soppresso dalla legge finanziaria del 2010 e sostituito in Puglia dall’ Autorità idrica. Il nuovo soggetto giuridico avrà competenze sul servizio idrico integrato, precedentemente gestito dall’ Ato. Intanto infuria la polemica sull’ acqua pubblica. Dopo il botta e risposta tra assessore Amati e i comitati «Acqua bene comune», il capogruppo Pdl, Rocco Palese, torna ad attaccare: «Come spiega bene il Codacons, dopo la vittoria dei "Si" sul quesito referendario, che ha abrogato la remunerazione del capitale investito sulla determinazione della tariffa per il servizio idrico, le bollette devono scendere del 7%. Vendola e Amati, che nel contempo hanno portato avanti pure la ripubblicizzazione dell’ Acquedotto, sanno spiegarci come e dove l’ Acquedotto prenderà i soldi per gli investimenti?» Immediata la replica di Fabiano Amati: «La tariffa rimarrà invariata. In Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92%, contratto durante la gestione dell’ era Fitto, e in tali ridotte proporzioni solo perchè la gestione Aqp dell’ era del centrosinistra ha costretto Merril Lynch ad una transazione». Nuova risposta di Palese: «Se il 7% continuerà a stare in bolletta, non noi, ma il Codacons avvierà una class action chiedendone la restituzione». Ancora una volta interviene Amati e replica: «Qualora il Codacons decidesse di promuovere una class action, sappia che tra gli attori di quella controversia ci sarò anch’ io, perché per norma processuale il legittimato passivo (convenuto) non potrà essere Aqp ma gli autori del bond: Fitto, Palese e Divella». Da Sinistra critica, Michele Rizzi chiede le dimissioni di Amati. «Finge di non capire che Alternativa comunista ha sempre proposto la gestione dei lavoratori per toglierla al potere della giunta Vendola o di altri governi». Quindi da Fli, Giammarco Surico: «Il ddl della giunta Vendola concentra nelle mani di uno solo o al massimo di una oligarchia, il potere di nomina, nonché di "vita e di morte" dell’ amministratore delegato dell’ Acquedotto più importante d’ Europa, tagliando completamente fuori il Consiglio regionale».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ACQUA
- ECONOMIA & FINANZA
