19 agosto 2017

L’ accusa del Codacons «Basta promesse, non si può più aspettare: servono impegni seri e tempistiche precise»

 

«Adesso, davvero, non si può aspettare. Mancano solo pochi giorni al primo anniversario della terribile scossa che il 24 agosto dello scorso anno ha precipitato Amatrice, Accumoli e gran parte del cnetro Italia in un incubo di distruzione e dolore, e il bilancio della ricostruzione rimane assolutamente negativo». Così il Codacons. «Un anno dopo nessuno ricorda più gli annunci politici sparsi a piene mani nel corso del tempo: della parola d’ ordine «le casette entro Natale» nessuna traccia, e anche i fatidici «tetti in primavera» si sono rivelati una chimera. Tra caos, scadenze, strettoie burocratiche e macchinosità tutte italiane, il Paese sta perdendo la gara più importante: quella della ricostruzione del suo patrimonio», prosegue il Codacons. «Era difficile fare peggio di quanto accaduto a L’ Aquila: eppure, a oggi è stata consegnata solo una Sae (le casette, ndr) su 7, meno del 10 per cento delle macerie è stato rimosso, la maggior parte delle strutture per l’ insegnamento nell’ area del sisma è inagibile o distrutta», aggiunge il Codacons. «Alle richieste d’ aiuto degli amministratori locali della zona non si può più rispondere con generiche rassicurazioni. Lo Stato può e deve fare di più. La settimana prossima non vogliamo assistere alla consueta passerella istituzionale in assenza di impegni seri e tempistiche precise», prosegue il Codacons. «La ricostruzione del Centro Italia è una priorità nazionale, e non sono più tollerabili ritardi, annunci e lungaggini di ogni tipo», commenta il presidente Carlo Rienzi. © RIPRODUZIONE RISERVATA.