L’ accordo sul risarcimento Ai naufraghi 14 mila euro
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fonte:
- Corriere della Sera
ISOLA DEL GIGLIO – Il comandante Francesco Schettino potrebbe tornare sul luogo del delitto. Al Giglio già se ne parla. «Non l’ abbiamo ancora programmato ma è chiaro che è possibile – ammette un inquirente fissando la Concordia dal molo -. In gergo tecnico si chiama esperimento giudiziale, è la ripetizione simulata dello svolgimento di un fatto molto rilevante ai fini del processo». Come un naufragio, appunto. Del resto, lo stesso procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, due giorni fa era venuto al Giglio per ripercorrere a bordo di una lancia dei carabinieri l’ ultimo tratto della Concordia: «Stiamo cercando di capire se quella del comandante fu una manovra voluta», aveva detto. E chi allora, meglio di Schettino, in attesa che si conosca il contenuto della scatola nera, potrà spiegare? Di sicuro, il giorno in cui il comandante dovesse tornare, qui sull’ isola non troverà una bella accoglienza: «È meglio se viene di notte, sennò lo buttiamo a mare», avverte la vecchia signora dal cui balconcino affacciato sul porto ieri mattina penzolava questo striscione: «Il Giglio urla, giù le mani dal comandante Palombo», cioè Mario Palombo, il commodoro in pensione accusato dallo stesso Schettino di averlo indotto per telefono quella sera a sbagliare. Il comandante Palombo taglia corto: «Lo striscione dei gigliesi mi ha commosso». Ieri, intanto, è scattata l’ ora dei risarcimenti. La Costa Crociere ha raggiunto un accordo con le associazioni del «Comitato naufraghi Concordia»: a ciascuno dei 3.209 passeggeri che vorrà aderire (esclusi i feriti e i familiari delle 14 vittime e dei 18 dispersi) sarà liquidato entro 7 giorni dalla firma un indennizzo di 14 mila euro netti (11 mila a copertura dei danni e 3 mila di rimborso spese). Saranno risarciti anche i bambini, che percepiranno però solo l’ indennizzo, poiché per loro il biglietto era gratis. «Quattordici mila euro pro capite? Un’ elemosina», secondo il Codacons, che infatti ha deciso di non firmare. Addirittura, 16 passeggeri tedeschi, tramite uno studio legale americano, avrebbero chiesto 160 mila dollari ciascuno e un milione di dollari per le vittime. Eppoi c’ è il primo caso di un membro dell’ equipaggio della Concordia (erano 1.020 a bordo) che ha avviato a Chicago un’ azione per danni contro la Carnival (casa madre di Costa Crociere) annunciando pure una class action. Il marinaio, Gary Lobaton, peruviano, denuncia di «essere stato abbandonato quella sera da Schettino». In verità, anche il primo ufficiale di coperta, Ciro Ambrosio, l’ unico indagato oltre al suo superiore, ieri rispondendo alle domande dei pm a Grosseto, ha scaricato il comandante: «Decise la manovra da solo e io scesi dalla nave dopo di lui, quando dalla mia parte non c’ era più nessuno». A difendere Schettino, insomma, pare sia rimasto soltanto il sindacato dei capitani di lungo corso (Usclac-Uncidim) che gli assicura sostegno legale: «È un uomo, non è un mostro. Certo ha sbagliato ma non lo si può massacrare, per come è stato trattato diventerà un martire». «Quella notte – accusa uno di loro, Pietro Gardella – il comandante Schettino è andato all’ appuntamento con la morte civile e il disonore. Ma il capitano De Falco non è un eroe. Piuttosto, un megalomane. Urlare contro Schettino sotto choc non servì a niente». Al Giglio, intanto, sono arrivate la navi di salvataggio: Orione, Galatea, Poseidon. Nomi da sogno per un incubo che continua. La Costa ha fornito l’ elenco dei materiali inquinanti a bordo della Concordia: una tonnellata di cloro da piscina, mille litri di smalti, 300 di pittura, 50 di insetticida, ma anche 5 mila litri d’ olio da cucina, 40 tonnellate di carne e pesce, 17 di latticini, 28 di frutta e verdura. Tutto in putrefazione. Ieri la terra ha tremato pure da queste parti, però la nave per fortuna non s’ è mossa. L’ inizio del pompaggio delle 2.400 tonnellate di petrolio invece è slittato a domani, ma è previsto mare grosso e saranno dolori. Fabrizio Caccia Erika Dellacasa RIPRODUZIONE RISERVATA.
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