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26 Gennaio 2013

L’ ACCESSO del City Pass nella zona a traffico limitato in corso Canalchiaro …

L’ ACCESSO del City Pass nella zona a traffico limitato in corso Canalchiaro …

di FRANCESCO VECCHI L’ ACCESSO del City Pass nella zona a traffico limitato in corso Canalchiaro ha «una segnaletica non adeguata». A dirlo è il giudice di pace che in una recente sentenza ha accolto il ricorso di un automobilista multato per aver momentaneamente varcato il limite oltre il quale l’ occhio elettronico ?punisce’ chi non ha l’ autorizzazione rilasciata dal Comune. Secondo la decisione del magistrato onorario, in corso Canalchiaro «la segnaletica è in effetti non adeguata ? scrive ?, perché posta ormai a ridosso dell’ accesso ztl, costringendo i conducenti a manovre di svolta all’ ultimo momento con rischio di turbativa e intralcio considerando che lì sono presenti anche strisce continue». Inoltre, secondo il suo parere, la segnaletica di quella fetta di centro storico «non è in grado di fornire tempestiva indicazione agli utenti in merito ai percorsi soggetti a limitazione ed agli itinerari alternativi possibili». Tutti motivi validi per accartocciare la multa e gettarla nel cestino. LA SENTENZA infatti annulla il verbale elevato dal comando della polizia municipale di via Galieli, come richiesto dall’ automobilista che ha presentato ricorso. Proprio le sue rimostranze sono utili per capire le ragioni della sentenza e interrogarsi su uno dei principali accessi al centro storico. L’ uomo, che peraltro non abita a Modena città e dunque non conosce le strade ?a menadito’, scrive di essere stato costretto a superare il confine della ztl a causa delle automobili che erano dietro la sua. Il traffico, in sostanza, non gli ha dato possibilità di fare manovra e marcia indietro, altrimenti sarebbe stato da intralcio alle altre vetture, come riconosce il giudice. «ACCORTO subito dell’ errore ? fa notare il cittadino al magistrato ? ho provveduto immediatamente ad invertire la marcia dopo pochi metri all’ interno del perimetro, più precisamente all’ altezza della filiale della banca. Ora ? si legge ancora nel ricorso ?, è giusto limitare l’ accesso al centro storico con il sistema City Pass, che è di indubbia efficacia, ma ritengo che io non sono entrato in tale area essendomene allontanato subito». Per dovere di cronaca, il ricorrente si è poi visto recapitare la tipica busta indesiderata pochi giorni dopo, dentro c’ era un verbale di 91 euro. «Ritengo che tale sistema presenti una falla nella procedura ? aggiunge l’ automobilista ? dal momento che non rileva l’ orario di uscita dal centro ma solo quello di accesso. Se così fosse, le autorità si sarebbero rese conto che la mia permanenza all’ interno della zona interdetta, fu limitata a pochi secondi». Osservazioni che fanno riflettere. I dati che ha fornito giusto pochi giorni fa il comandante della polizia municipale Franco Chiari dimostrano infatti come il City Pass lo scorso anno (a quattro dalla sua introduzione) abbia ?firmato’ la metà delle sanzioni elevate per infrazioni al codice. Per l’ esattezza su 98.906 verbali (5 milioni e mezzo di euro), 42.010 sono legati proprio agli occhi elettronici che svettano nei punti di ingresso al centro, tra i quali Canalchiaro è indubbiamente uno dei principali. La domanda: quanti automobilisti hanno pagato 90 euro per un accesso limitato a pochi secondi in un passaggio la cui visibilità viene messa in dubbio? Stiamo sempre parlando della sentenza di un giudice di pace, basata quindi sul parere del magistrato, ma che pone dei quesiti legittimi. Tornando per l’ ultima volta al contenuto della sentenza, colpisce anche un’ altra sottolineatura: la foto scattata dal sistema City Pass ha immortalato l’ automobile con le luci del freno accese. Il giudice ha interpretato questo particolare come dimostrazione della veridicità del racconto riportato dall’ automobilista. La prova dell’ infrazione si trasforma quindi nella dimostrazione della buona fede dell’ automobilista, che oltrepassato il varco, ritenuto non segnalato in modo adeguato, si è subito fermato per poi tornare indietro. Il principio che ha portato all’ annullamento della multa è evidente, il City Pass di Canalchiaro secondo il giudice non è segnalato a dovere ma contemporaneamente non ammette un minimo margine d’ errore, nemmeno di pochi secondi. ABBIAMO girato il caso al Codacons. «Quello che colpisce, pur trattandosi di una sentenza del giudice di pace è che ? ritiene il segretario dell’ associazione dei consumatori, Fabio Galli ? l’ annullamento del verbale non è basato su un racconto o una ricostruzione, bensì su elementi oggettivi. Il giudice ritiene infatti che la segnaletica non è ben visibile e dunque chiunque transiti in quel tratto può cadere in errore, a maggior ragione chi viene da fuori. Questa sentenza, sia chiaro. non crea un precedente. Però invito chi è caduto nello stesso equivoco, e desideri perciò fare ricorso contro i verbali, di fare riferimento a questa importante sentenza».

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