“L’ accesso alla spiaggia è gratuito”
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fonte:
- Messaggero Veneto
La grande partenza dei vacanzieri verso mete più o meno lontane è ormai avviata, ma in molti quest’ anno, complice la crisi e il conto corrente sempre più prosciugato, resteranno a casa approfittando del mare "nostrano" per fare un bagno "toccata e fuga". Proprio a chi non può permettersi di sostenere il costo di ombrelloni e lettini sulle spiagge di Grado e Lignano (o in regioni limitrofe), il Codacons del Friuli Venezia Giulia dà un consiglio "risparmioso": «Ricordatevi che l’ accesso alla spiaggia è libero e gratuito – spiega il presidente provinciale di Udine, Nicola D’ Andrea –. Gli stabilimenti balneari devono consentire il transito alla battigia, che è un’ area esclusa dalla concessione. L’ impedimento o la richiesta di un costo rappresenta, pertanto, una violazione della legge e va denunciato alle autorità». Pochi sanno, infatti, che la battigia (la striscia di sabbia di 5 metri di distanza rispetto all’ arrivo dell’ onda) è al servizio di tutti: chiunque può fare il bagno, appoggiare gli abiti e passeggiare. Il bagnino che quindi allontana chi sosta in riva solo perché vuole fare il bagno, o sedersi sul bagnasciuga, commette un atto scorretto. «A volte gli stabilimenti impediscono l’ accesso al mare o pretendono il pagamento di un biglietto per il solo transito, che dovrebbe invece essere gratuito e libero», ribadisce D’ Andrea. Ovviamente non vi possono essere collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni e sdraio, poiché il passaggio deve essere sempre garantito. Certo non sarà il massimo della comodità, ma se la spiaggia libera (tra l’ altro sempre più rara, vista la privatizzazione selvaggia degli arenili in quasi tutta Italia) è già zeppa di bagnanti, si può sempre fare un bagno rinfrescante senza – si precisa in una nota del Comitato consumatori – dover pagare un biglietto d’ ingresso o prendere un lettino: basta, in buona sostanza, non invadere lo spazio altrui. «Nel caso un bagnante – informa il Codacons – volesse segnalare o denunciare una violazione del diritto di accesso o la richiesta di un costo per il transito all’ arenile, può rivolgersi alla Polizia municipale, ai Carabinieri o alla Capitaneria di porto». Chi volesse segnalare un’ eccessiva privatizzazione delle spiagge o cementificazioni abusive, invece, si può rivolgere al sindaco del Comune e al presidente della Regione, oltre al Codacons, naturalmente, al quale portare a conoscenza – conclude la nota – i casi rilevati per l’ adozione delle tutele del caso.
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