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29 Dicembre 2001

“Kit insufficienti, non abbiamo il resto per i pezzi da 50“

LA MONETA

A tre giorni dal debutto della valuta si aggravano i disagi e i problemi. Bar e ristoranti: “A disposizione solo 600mila lire“

Napoli e l`euro: cambio a rischio

“Kit insufficienti, non abbiamo il resto per i pezzi da 50“

EURO 3

SE sbaglia pure il Pippo nazionale in tivvù, figurarsi cosa può accadere. Già, ora può succedere di tutto, sbotta il commerciante estraendo il cilindro natalizio con le monete nuove di zecca. «Seicentomila lire in euro, non mi ha dato di più: cosa devo fare se il primo gennaio mi si presentano clienti che pretendono il resto nella nuova moneta?». Il buon anno si vedrà dal mattino: quando qualche registratore andrà in tilt e i cassieri si trasformeranno in contabili amanuensi ricorrendo ai registri («Perché dove lo trovi un tecnico a Napoli, a quell`ora?») e per un caffè o un pacchetto di sigarette non si può mica mettere mano alle carte di credito.

Chiedete poi a un ristoratore come le top card hanno funzionato in questi giorni. «Tempo sprecato e telefonate all`estero con la linea che cadeva: impossibile recuperare il credito». Le agenzie stavano lavorando sulla conversione. Alle associazioni di categoria minimizzano. E un po` si irritano. Come? La valanga di manuali, vademecum, calendari, seminari e corsi con Bankitalia non è servita a niente? I più puntano il dito contro «l`avara distribuzione» della nuova divisa, altri ancora sulla doppia vita delle due monete. Una convivenza che si annuncia difficile.

Ma consumatori e commercianti insieme tuonano contro la chiusura delle banche e il già cattivo funzionamento dei bancomat. E tanto per cominciare proprio oggi l`associazione regionale dei Codacons denuncerà a Salerno in una conferenza stampa «l`euro: il più grande imbroglio legalizzato che trasferirà migliaia di miliardi dai consumatori ai commercianti» e offrirà un vademecum «per non subire».

Insomma, tutti contro tutti. L`euro divide e crea contrasti. Ma torniamo indietro, 31 dicembre, lunedì. Vigilia del «dualismo monetario». Banche e poste chiusi al pubblico, ma pronte e allertate per il grande giorno. Con il 30 per cento dei bancomat degli istituti di credito che alle 24,01 potranno erogare euro e «tester» e «unità di crisi» pronte a intervenire. Un lavoro immane, ma non solo per loro. Tutti saranno impegnati nella prove generali, anche i consumatori che con le monetine europee, fin adesso, ci hanno giocato solo a tombola. Ma con il primo dell`anno si farà sul serio: si userà per pagare il caffè e la re la spesa.
Anche la piccola e grande distribuzione (supermercati e ipermercati) chiuderà prima del previsto per le operazioni di conversione. Prima di mezzanotte c`è da mettere mano al registratore, attrezzarsi. Sono quarantamila i commercianti tra Napoli e provincia, 18 mila iscritti nelle associazioni di categoria. Che assicurano e danno per scontato la «regolarizzazione» della contabilità. «L`operazione spiegano alla Confcommercio di Napoli è semplice. La memoria riconosce automaticamente la chiusura del 31 e la «duality» del giorno successivo». Chi spenderà in discoteca e ai veglioni può pagare in lire (non con l`assegno, dopo la mezzanotte è fuorilegge) e i titolari potranno retrodatare gli incassi al 31 dicembre. Dal primo gennaio si volta pagina.

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