Juve, la tempesta non si ferma
-
fonte:
- Il Messaggero
L’INCHIESTA T O R I N O Molto più nero che bianco il cielo su Torino negli ultimi giorni, con una Juventus in crisi di risultati e incalzata dalla magistratura nell’inchiesta sui bilanci e il caso plusvalenze. Dopo Cherubini, ieri dalle 15 alle 18 è toccato all’ad Arrivabene rispondere ai pubblici ministeri Bendoni, Santoriello e il procuratore aggiunto Gianoglio al quinto piano (blindatissimo per l’occasione) del Palazzo di Giustizia di Torino. Arrivabene non è indagato, è stato ascoltato in veste di persona informata sui fatti, anche per provare a far luce sulla presunta scrittura privata con Ronaldo, definita nelle intercettazioni tra il capo dell’ufficio legale Gabasio e Cherubini «la carta famosa che non deve esistere teoricamente». Secondo la Magistratura è l’intero sistema calcio ad essere malato e, dunque, altre società potrebbe essere coinvolte. La Federcalcio intanto ha chiesto informazioni sul materiale acquisto dalla Procura di Torino, che si è resa fin da subito disponibile a collaborare per quanto consentito dalle indagini. Al momento infatti sarà condiviso solo il decreto di perquisizione:i verbali secretati, le intercettazioni e il materiale coperto da segreto istruttorio non saranno divulgati fino alla chiusura delle indagini. Oggi sarà sentito Morganti (responsabile del settore giovanile) nei prossimi giorni anche l’area legale del club e Manna (responsabile Under 23) come persone informate sui fatti. Dei sei indagati ai vertici della Juventus si presenteranno per primi Re e Bertola, per chiarire le zone d’ombra delle operazioni che negli ultimi tre anni hanno generato plusvalenze per 282 milioni di euro. Tonfo in Borsa per il titolo della Juventus con chiusura a -6,3% dopo aver toccato anche il -10% in giornata. E reazione piccata del Codacons, che minaccia «Un esposto all’Antitrust ed alla Procura Federale per chiedere la retrocessione del club bianconero in B e la revoca degli ultimi scudetti vinti, qualora fossero confermate le accuse». L’ANTICIPO Le parole di Allegri, alla vigilia della Salernitana, passano quasi in secondo piano nonostante una classifica in picchiata e il quarto posto – obiettivo minimo stagionale – ora distante 7 punti. «Non ci isoliamo dalle vicende esterne, siamo dentro la Juve. Il presidente ha parlato in mattinata ha parlato ai dipendenti, noi compresi. Ha tranquillizzato e rassicurato tutti, ora ha diverse cose a cui pensare», prosegue Max che deve fare a meno di De Sciglio, Ramsey, Danilo, Chiesa e McKennie, ma chiama Soulé dall’Under 23. Poi aggiunge: «In campo ci manca un po’ di spensieratezza. Siamo in mezzo ad un mare in tempesta, non puoi combatterla ma devi trovare il modo per uscirne. Dobbiamo ricompattarci: più ci agitiamo e più facciamo casino». Alberto Mauro © RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SPORT
-
Tags: calcio, juventus, plusvalenze, tifosi
