16 Aprile 2019

JuicePlus, multa dell’ Antitrust da 1 milione

Frullati, barrette, capsule e pastiglie gommose da assumere in sostituzione dei pasti per la perdita di peso sono stati venduti con modalità di promozione non trasparenti attraverso un meccanismo multilevel in cui i venditori si sono spacciati per clienti raccontando sui canali social come quei prodotti fossero mirabolanti e ingannando così i reali acquirenti. Questa la motivazione con cui l’ Antitrust ha sanzionato varie società riconducibili al marchio JuicePlus+ per un totale di 1 milione di euro. Un meccanismo che per primo ha svelato il Fatto Quotidiano nel luglio dello scorso anno con un’ inchiesta di Selvaggia Lucarelli. Tramite pagine Facebook e gruppi segreti (nel dicembre 2018 l’ Antitrust ne ha censiti tra 600 e 700) si è svolta una forma di marketing occulto in cui la stessa JuicePlus – si legge nel provvedimento – ha invitato i propri venditori “a proporsi come consumatori, facendo largo uso dei social, costruendo la propria immagine pubblica di venditore/consumatore, senza però mai insistere sulla necessità di palesare le finalità commerciali e pubblicitarie perseguite, al fine di suscitare interesse nei potenziali clienti”. Ma il garante – che ha avviato l’ istruttoria in seguito a una segnalazione del Codacons – ha anche accertato che in quei gruppi su Facebook sono state diffuse informazioni ingannevoli sia sulle proprietà dei prodotti, sia sui risultati che si possono ottenere con l’ assunzione, promettendo anche di curare alcune malattie e di far perdere peso in tempi rapidi. “Ho risolto i miei problemi di colesterolo () per tre anni insieme al mio medico non abbiamo risolto nulla. Giorni fa ho rifatto le analisi e miei valori sono perfetti”, si legge, ad esempio, nel gruppo segreto “Trasforma la ciccia in roccia”, con circa 30.000 membri. L’ Antitrust ha poi rilevato anche una strategia “ben strutturata”. Ai venditori sono stati forniti numerosi “tutorial” e “brochure” che rappresentano una vera e propria guida alla “costruzione” delle proprie pagine personali sui social network. Il tutto rispettando “8 comandamenti”: “Sii autentico, stimolante, coinvolgente, entusiasta, modesto, rispettoso, onesto, disponibile”. Una vendita definita “molto grave” per la sua “insidiosità ed elevata potenzialità offensiva”, perché diretta a un “ampio target” di consumatori costituiti “da soggetti particolarmente vulnerabili”. Ed anche se durante il procedimento del garante la Juiceplus ha fornito “indicazioni più prudenti” sull’ uso degli integratori da parte di bimbi e donne in gravidanza, per l’ Antitrust questa parziale modifica non ha inciso “in maniera sostanziale su ogni aspetto rilevante” della strategia di promozione. “Abbiamo sempre condannato i comportamenti che violano le norme aziendali, così come le pratiche scorrette di vendita del prodotto che, quando dimostrate, sono sempre state punite”, ha commentato la Juice Plus+ che, in una nota, ha fatto sapere di stare “valutando la decisione presa dall’ Agcm al fine di far accertare la legittimità dell’ operato dell’ Azienda”.
patrizia de rubertis

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