29 Settembre 2013

Iva verso l’ aumento Dall’ Imu alla Cig le misure a rischio

Iva verso l’ aumento Dall’ Imu alla Cig le misure a rischio

 

 

di Maria Rosa Tomasello wROMA Con l’ apertura improvvisa della crisi, saltano i conti messi in colonna faticosamente dal governo e riparte per gli italiani la roulette russa degli aumenti. L’ effetto immediato, senza un provvedimento operativo da martedì, è l’ incremento dal 21 al 22% dell’ Iva già previsto per legge, che la bozza di decreto bloccata venerdì in un tempestoso Consiglio dei ministri congelava fino al primo gennaio 2014 e compensava con un incremento delle accise sui carburanti (2 centesimi fino a dicembre, 2,5 dal primo gennaio al 15 febbraio 2015). Salta dunque il provvedimento che, oltre all’ operazione sull’ Iva, conteneva una serie di misure che ora vengono accantonate, come il rifinanziamento con 330 milioni della Cassa integrazione in deroga del 2013 (a fronte di richieste decisamente superiori) e il taglio ai bilanci dei ministeri per 415 milioni. Salta la “manovrina” da tre miliardi messa a punto dal Tesoro per riportare sotto il 3%, come richiesto dall’ Europa, il rapporto tra deficit e Pil, che attualmente viaggia verso il 3,1%, una mini-finanziaria per la quale servono 1,6 miliardi. Rimane in bilico anche la seconda rata dell’ Imu, sulla quale c’ era un impegno politico, ma restavano da trovare entro novembre le coperture necessarie. E resta incerto il futuro delle missioni di pace all’ estero, che avrebbero dovuto essere rifinanziate con 300 milioni. Dopo una giornata convulsa, scandita da continui scaricabarile tra partiti ed esponenti di governo, cadono nel vuoto gli allarmi lanciati da associazioni di commerciati e consumatori, tutti alle prese con la calcolatrice per capire quanto costerà la nuova stangata. «La crisi economica ha stremato le famiglie e le imprese, l’ aumento dell’ Iva determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l’ economia reale» aveva avvertito in mattinata il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Confesercenti: «L’ aumento dell’ Iva non solo darà un nuovo duro colpo all’ occupazione, ma potrebbe essere l’ inizio di una nuova grandinata fiscale insopportabile». Per la Cgia di Mestre l’ aumento dell’ Iva al 22%, che diventerà così «la più elevata tra i principali competitori dell’ area euro», nel 2014 costerà 103 euro per ogni famiglia di quatto persone, mentre secondo Federconsumatori e Adusbef, considerando che l’ Iva al 21% oggi è applicata al 70% dei prodotti, le ricadute saranno pari a 207 euro per una famiglia di tre persone. Stime analoghe quelle del Codacons, che ipotizza un aggravio di 209 euro per un nucleo di tre persone fino ai 349 euro per una famiglia di cinque componenti, e con «un disastroso effetto domino»: incremento dell’ inflazione, pesante diminuzione dei consumi e rincaro generalizzato dei prezzi, specie nel settore alimentare. Restano al palo altri provvedimenti vitali per la ripresa, a partire dal taglio del cuneo fiscale, ovvero l’ alleggerimento del peso fiscale delle buste paga invocato da Confindustria e sindacati. La misura, valore stimato 10 miliardi, avrebbe dovuto essere inserita nella legge di stabilità, da varare entro il 15 ottobre e approvare in aula entro il 31 dicembre, per evitare l’ esercizio provvisorio. Nel cantiere del governo c’ erano anche il secondo capitolo del decreto del Fare, con una nuova “lenzuolata” di semplificazioni, le privatizzazioni, con l’ esame della lista dei beni da mettere sul mercato, e i dossier industriali più scottanti su Telecom, Alitalia e Finmeccanica: sabato in Consiglio dei ministri era approdata la questione della golden power, lo strumento che il governo potrebbe adottare per ostacolare il controllo di Telefonica su Telecom. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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