Iva sulla Tia, via ai rimborsi Lo sportello del Codacons raccoglierà le richieste
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fonte:
- il Tirreno
LUCCA. Un fiscalista e un legale del Codacons a disposizione dei cittadini per il rimborso dell’Iva pagata sulla tassa dei rifiuti. Da dopodomani parte la raccolta delle pratiche: lo sportello dell’associazione che tutela i cittadini è aperto nei pomeriggi di mercoledì e giovedì, dalle 16 alle 18,30, presso gli uffici all’interno del palazzo della Misericordia. Chiunque voglia chiedere il rimborso, spiega l’avvocato Francesco Nerli del Codacons, deve recuperare le fatture di pagamento della tassa sui rifiuti (prima era la Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani; poi è stata trasformata in Tia, tariffa sull’igiene ambientale, ndr) degli ultimi dieci anni. è grazie a una sentenza della Corte Costituzionale che le richieste di rimborso possono partire. La sentenza (che risale allo scorso luglio e ha effetto retroattivo per dieci anni) ha affermato che Tarsu e Tia sono da considerarsi ufficialmente tributi, non tariffe. E in quanto tali, non possono essere gravati da un’ulteriore imposta (l’Iva, appunto, che vi è stata applicata in misura del 10 per cento). Prima di dare il via alla raccolta delle pratiche, il Codacons ha predisposto modelli appositi da riempire per far partire la raccomandata di richiesta rimborso. «Se abbiamo preparato moduli per le pratiche e ci siamo dati un’organizzazione interna per gestire le richieste è perché già molte persone si sono rivolte a noi per avere informazioni sul rimborso dell’Iva – spiega l’avvocato Nerli, che sarà affiancato nel servizio per i cittadini dal dottor Della Nina, fiscalista -. La raccomandata con ricevuta di ritorno verrà inviata al Comune o all’ente che per il Comune ha gestito e gestisce la riscossione della tassa o tariffa sui rifiuti. In caso di risposta negativa, se il rimborso verrà rifiutato, allora partirà il ricorso alla commissione tributaria provinciale». Al rimborso sono interessati tutti i soggetti che pagano la tassa sui rifiuti: famiglie in primo luogo, ma anche aziende, negozi e via dicendo. Recuperare le cartelle pagate è importante. Se si hanno da parte solo i cedolini dei bollettini, la richiesta di rimborso si può ugualmente inviare. Nel caso che invece fossero andati smarriti sia la cartella che il cedolino, allora si può presentare richiesta anche per il pagamento di importi presunti. Il calcolo è semplice: per una famiglia media, che in base ai componenti e all’abitazione occupata paga o ha pagato 500 euro di tassa sui rifiuti in un anno, la quota che secondo la Corte Costituzionale è stata indebitamente pagata è pari al 10% cioè 50 euro. Che moltiplicato dieci anni fanno 500 euro.
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