30 Giugno 2011

Iva, slitta l’ aumento. Superbollo per i Suv

Iva, slitta l’ aumento. Superbollo per i Suv
 

ROMA Spunta la tassa sulle auto di media-alta cilindrata e vengono definite nuove imposte per le operazioni finanziarie. Si lima la normativa sulle pensioni: niente rincaro dei contributi per i collaboratori e donne in pensione a 65 anni solo dal 2030. Anche per l’ aumento dell’ Iva c’ è tempo perché le aliquote all’ 11% e al 21% sarebbero nel disegno di legge delega per la riforma e non nel decreto manovra. Sono alcune delle novità sul pacchetto all’ esame quest’ oggi del Consiglio dei ministri trapelate ieri. Giornata dunque di intenso lavoro per mettere a punto le ultime misure. Secondo quanto si è appreso, il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti da ieri mattina ha lavorato tutto il giorno nel suo ufficio a Via XX Settembre proprio per fare le ultime verifiche, prima del varo definitivo al Consiglio dei ministri convocato per oggi alle 15. Il ministro è tornato poi a ribadire che il rigore ha funzionato. Ma «dobbiamo continuare, non abbiamo alternative», ha sottolineato in un’ intervista al settimanale dei paolini, "Famiglia Cristiana". Giornata dunque ancora di carte, bozze, ipotesi che entrano ed escono. Una di queste riguarda proprio le auto. La misura della tassa che colpirebbe Suv, ma anche auto di cilindrata medio-alta, è nero su bianco nell’ ultima bozza di manovra. Ma già fonti vicine al governo fanno sapere che non entrerà nel pacchetto di oggi. Come le pensioni: è prevista una diluizione soft dell’ età pensionabile delle donne che partirebbe dal 2020 e arriverebbe a regime solo 10 anni dopo. Sarebbe questa la soluzione trovata, nell’ ambito del confronto per la messa a punto della manovra economica, per l’ innalzamento a 65 anni dell’ età per la pensione delle lavoratrici del settore privato. L’ ipotesi al momento sembra prevalere sulla possibilità, inizialmente esaminata, di avvio della riforma, sempre in modo graduale ma dal 2015. Ma sulle norme resterà di fatto incertezza fino all’ ultimo minuto perché si continuano a fare i conti e si chiarisce, solo di ora in ora, che cosa entrerà in vigore da subito e che cosa invece, soprattutto per la parte fiscale, finirà nel disegno di legge delega con tempi più "comodi" rispetto al decreto Manovra. Sulla finanza arriva il bollo sulle transazioni finanziarie (0,15%) e una tassa al 35% sul trading delle banche. Per quanto riguarda le Regioni e gli enti locali spunterebbe un "contributo" per il biennio 2013-2014 di tutto rispetto: oltre 9 miliardi di euro. Si introduce però la norma che premia, di fatto risparmiandoli dai tagli, i Comuni virtuosi. Un contributo alla stretta generale sarà chiesto anche alla Rai il cui tetto massimo di spesa, nell’ ambito del contratto di servizio, non potrà superare i ricavi da canone dell’ anno precedente. La Cgil è già sul piede di guerra: il leader Susanna Camusso conferma che il sindacato è pronto alla mobilitazione perché «una manovra così rappresenta per il Paese una forma di insopportabilità sociale». Sul fronte opposto il numero uno di Confindustria Emma Marcegaglia per la quale «la manovra va nella giusta direzione». Per quanto riguarda i ticket sui pronto soccorso, sia pure annunciati a partire dal 2012, secondo la bozza della manovra finanziaria, si è scatenata la polemica. L’ introduzione del ticket sui codici bianchi, «peraltro già presente in alcune regioni» va a «scoraggiare l’ uso inappropriato del pronto soccorso». Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio spiegando che «nella manovra è stato rifinanziato il ticket del 2011 e si è deciso di reintrodurre, a partire dal 2012, il ticket sui codici bianchi, già presente nel 2007». Questo, ha aggiunto, per «scoraggiare la inappropriatezza delle prestazioni sanitarie». I ticket riguarderanno non solo i codici bianchi del Pronto Soccorso ma anche la specialistica ambulatoriale «due settori di spesa cresciuti esponenzialmente negli anni all’ insegna della inappropriatezza e dello spreco». Sulla questione si è scatenata quindi una vera battaglia politica. Il Codacons ha calcolato che il ticket sanitario peserebbe per circa 41 euro a famiglia, secondo le prime stime. Secondo il presidente della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, il ticket di 25 euro per i codici bianchi in pronto soccorso, che più colpisce «i poveri» i quali si rivolgono di più alle strutture pubbliche «è una tassa sulla povertà». Per Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera «è inaccettabile che il governo introduca una nuova tassa, aumentando i ticket che pagheranno i malati, per coprire il buco di bilancio».

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