16 Settembre 2013

IVA: PADOAN (OCSE), MEGLIO TAGLIO CUNEO PER SOSTENERE CONSUMI

IVA: PADOAN (OCSE), MEGLIO TAGLIO CUNEO PER SOSTENERE CONSUMI  

 

CODACONS: TESI STRAVAGANTE TASSARE I CONSUMI PER RILANCIARLI

 

RIDUZIONE CUNEO FISCALE SOLO DOPO IVA E SOLO SE VA TUTTA IN BUSTA PAGA

Secondo il vicesegretario generale dell’Ocse, Piercarlo Padoan, per sostenere i consumi sarebbe più utile ridurre il costo del lavoro con il taglio del cuneo fiscale piuttosto che intervenire sull’Iva.
Per il Codacons è a dir poco stravagante la tesi che per rilanciare i consumi bisogna tassare i consumi. E’ come dare una testata contro il muro e poi avere il coraggio di lamentarsi del mal di testa.
L’Ocse, evidentemente, non si rende conto che mentre la riduzione del costo del lavoro, anche immaginando che i soldi vadano tutti in aumento della busta paga e non, come invece è sempre accaduto, a beneficio dei soli imprenditori, aiuterebbe solo chi ha un lavoro in questo momento e non anche i disoccupati ed i pensionati. L’aumento dell’Iva, insomma, colpirebbe tutti, anche chi un lavoro non ce l’ha ma deve comunque provare ad arrivare a fine mese.
Insomma per il Codacons la priorità resta non aumentare l’Iva, più del taglio del cuneo fiscale, più dell’Imu sulla prima casa o degli incentivi per assumere giovani.
Congelato definitivamente l’aumento dell’Iva, un’operazione suicida che avrebbe effetti nefasti sui consumi e costerebbe 209 euro all’anno per una famiglia di 3 persone, allora, e solo allora, si potrà riparlare di riduzione del cuneo fiscale.
Ma deve essere chiaro, a differenza di quello che evidentemente pensa  Fulvio Conti, vice presidente di Confindustria, che, non a caso, oggi parla genericamente di riduzione del costo del lavoro, che se si vogliono avere effetti positivi sui consumi la riduzione del carico fiscale sul lavoro dovrà andare tutta in busta paga e non, con il solito compromesso all’italiana, 50 ai lavoratori e 50 alle imprese. Se le aziende vogliono avere il Lavoro, quello che conta, con la L maiuscola, bisogna ridare in primo luogo capacità di spesa alle famiglie. La riduzione dei loro costi è certo cosa buona, ma se le macchine sono ferme per mancanza di ordinativi, i costi passano in secondo piano.
 

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