27 Aprile 2010

Iva non dovuta sulla Tarsu, arrivano le prime richieste di risarcimento

FONTANAFREDDA – Arrivano le prime richieste di rimborso Iva sulla Tarsu, la tassa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il primo a farsi avanti è stato Giovanni Spisa del Pd e vicepresidente dell’Anpi di Sacile che ha scritto al sindaco Giovanni Baviera per chiedere la restituzione dell’Iva pagata sulla raccolta rifiuti. E ciò in riferimento alla sentenza 238 della Corte costituzionale del 2009 che ha confermato la natura tributaria sia della Tia che della Tarsu e, pertanto, entrambi i tributi sono, alla luce anche della normativa europea, estranei all’applicazione dell’Iva. Spisa ha già annunciato che simili richieste arriveranno nei prossimi giorni anche ai sindaci di altri comuni della Destra Tagliamento e in particolare dei comuni limitrofi a Fontanafredda. «Il problema è che noi abbiamo pagato l’Iva sul servizio che Ambiente servizi ha fatturato ai Comuni, che a loro volta, non potendo scaricarla, hanno conglobato tale percentuale nel costo della tariffa calcolata mediante applicazione di un coefficiente e addebitata mediante bollettino (dove non compare la voce Iva, ndr)». La richiesta oltre alla restituzione delle somme trattenute per l’Iva contempla anche la pretesa degli interessi per quanto trattenuto negli ultimi 10 anni. Le associazioni di consumatori raccomandano di scrivere comunque ai propri Comuni anche se, proprio perché nei bollettini non è possibile ricavare la percentuale di Iva pagata, non si può dimostrare fisicamente di rientrare tra coloro che hanno diritto alla restituzione dell’Iva.
      È di ieri inoltre la denuncia del Codacons relativa a un possibile intervento governativo che di fatto renderebbe vane tutte le richieste di rimborso già avanzate dopo la sentenza.

 

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