IVA L’ AUMENTO FARA’ SOLO DANNI
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fonte:
- Il Gazzettino
Da settimane si dibatte sull’ aumento dell’ Iva dal 21% al 22% e il governo, pur dicendo di volerlo scongiurare, dibatte sulla necessità di trovare le “necessarie coperture finanziarie” eppure sembra volutamente dimenticare la recentissima esperienza dell’ aumento dell’ Iva al 21%. A un aumento dell’ Iva corrisponde un minor gettito per lo Stato. A esempio (fonte sito Codacons) l’ aumento dell’ Iva dal 20 al 21% ha comportato un minor gettito di quasi 6 miliardi di euro dal settembre 2011 ad aprile 2013. Come dire, lasciando l’ Iva al 20% si poteva eliminare l’ Imu. Staremo poi a vedere (e a subire sulla nostra pelle) quale nuova tassa verrà inventata per compensare il minor gettito. Forse i geni che ci governano non hanno ancora capito che a un aumento delle tasse, il popolo reagisce in 2 modi: il primo riducendo i consumi e il secondo aumentando la microevasione, favorita anche da un ritorno sempre più forte del baratto (tu dai/fai qualcosa per me e io ti ricambio con lavoro o beni senza che dello scambio si abbia traccia fiscale alcuna). Pagare in nero significa risparmiare minimo tutta l’ Iva e, se poi uno fa bene i conti, risparmiare con una buona trattativa fino 50% (le tasse medie di chi fornisce il bene/servizio). Gli stessi incentivi approvati per l’ edilizia (55% di detraibilità diluita negli anni) sono una semplice presa d’ atto che facendo i lavori in nero si risparmia il 50% (tutto e subito). Eppure, cosa che mi lascia completamente basito, di tutto questo non se ne parla, neanche il minimo accenno nei discorsi di chi ci governa e nei giornali se non le solite ed inutili bordate contro gli evasori che, almeno nel caso della microevasione, è semplicemente gente che fa di necessità virtù. Per uscire da questa crisi bisogna avere il coraggio di diminuire le tasse di almeno 15-20 punti percentuali agendo laddove c’ è la maggior uscita dello Stato: gli interessi sul debito pubblico. Alberto Iaderosa Mestre MISSIONI ALL’ ESTERO PREZZO ALTO IN VITE UMANE Ancora un soldato italiano morto e il numero dei caduti è salito a 53: un conto salato in vite umane ma non solo. Attualmente le nostre forze armate all’ estero per missioni umanitarie, sono impegnate in Afghanistan, Libano, Kossovo e Corno d’ Africa e ci costano più di tre milioni al giorno. In Afghanistan sono ancora presenti tremila soldati e la conclusione della missione è prevista tra sedici mesi mentre non è previsto alcun ritiro dal Libano. In Kossovo e nel Corno d’ Africa la situazione è di stallo e non ci sono in vista eventuali ritiri. Il costo complessivo di questi interventi si aggira attorno ai 940 milioni di euro e a breve si riproporrà il problema di un ulteriore rifinanziamento: ma con i tempi che girano, dove si troveranno i soldi? Per pensionati, disoccupati, famiglie e imprese in crisi il governo ha ribadito che non ci sono fondi disponibili, ma sono sicuro che per chi gioca alla guerra i milioni si troveranno con il solito gioco di prestigio: usciranno dalle nostre tasche! Silvano Lorenzon Maserada (Tv)
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