17 Dicembre 2020

Italo e Trenitalia, sciacalli sul Natale

 

NAPOLI – Poche corse e prezzi esorbitanti per chi viaggia in treno. Se i Dpcm consentono agli italiani di rientrare a casa per il Natale, ci pensano le società che gestiscono il trasporto ferroviario a rendere loro le festività ancora più amare. Per le associazioni dei consumatori c’è chi sta approfittando delle esigenze dei cittadini alle prese col disastro della pandemia per lucrare. Dito puntato contro Trenitalia e Italo che hanno imposto tariffe a tre cifre per i biglietti dei treni nei giorni che precedono il Natale, gli ultimi disponibili per i tanti fuorisede (per studio o lavoro che sia) che vogliono semplicemente tornare a casa per qualche giorno. Sulla tratta Milano- l’asse portante del trasporto ferroviario nazionale, Italo, il cui presidente Luca Cordero di Montezemolo continua a chiedere aiuto al governo, impone prezzi non inferiori ai 102 euro solo andata per il viaggio verso Sud. Trenitalia del presidente Tiziano Onesti (una società pubblica, statale, che dovrebbe per definizione essere dalla parte della gente, specie in momenti drammatici come questo dell’emergenza Coronavirus) riesce nell’impresa di fare anche peggio: per un viaggio notturno da 12 ore, con due cambi di convoglio nel cuore della notte (partenza da Milano alle 22,27 e arrivo a Salerno alle 10,28 chiede 185 euro. Anche qui solo andata. Una follia. Sulla pelle di studenti e i lavoratori che non chiedono altro che tornare a casa per qualche giorno, per sfuggire alla solitudine e all’amarezza di una pandemia che sta uccidendo anime, oltre che strappando la vita a decine di migliaia di italiani. Sulle tariffe da viaggio transoceanico imposte a chi vuole attraversare una parte del Belpaese è intervenuta l’Antitrust “Entro tre giorni Trenitalia e Ntv dovranno comunicare i criteri utilizzati per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili sulle principali tratte nazionali, fine di fronteggiare il prevedibile incremento della domanda nel periodo in questione, nonché i criteri con cui vengono determinati i prezzi, con particolare riferimento allo scostamento rispetto alla tariffa base normalmente applicata per ciascuna tratta”. Le associazioni dei consumatori hanno fatto sentire la loro voce forte e chiara, denunciando prezzi da ‘sciacalli’. Unc chiede che “si faccia subito chiarezza perché è evidente che si tratta di una speculazione intollerabile. rincari ci sono sempre stati nei momenti di maggiore richiesta, così come negli orari di punta, ma non in modo così consistente. Inoltre è inaccettabile che avvenga durante un momento di così grande difficoltà per il Paese e per i viaggiatori”. Il Codacons ha fatto riferimento a “prezzi stellari”, mentre la Coldiretti ha definito le tariffe “anomale”. Italo sostiene, commentando l’apertura dell’indagine dell’Authority aver di agito “nel pieno rispetto delle norme che regolano il mercato”. Non, però, forse, nel rispetto di un Paese che sta stringendo i denti per venir fuori dal peggior dramma umano, economico e sociale del nuovo Millennio.

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