13 Febbraio 2008

ITALMOPA, CONFERMATE NOSTRE PREVISIONI

La corsa dei prezzi del grano rischia

di arroventare ancora di più l`andamento di due prodotti assai

cari al menu degli italiani, tra l`altro entrati nell`occhio del

ciclone ormai più di un anno fa: il pane e la pasta. Dopo

l`ennesimo record archiviato dal grano sul mercato di Chicago,

dove ieri per la prima volta ha superato quota 11 dollari,

prende corpo un nuovo allarme prezzi. Entro giugno, ha spiegato

oggi il presidente della Borsa Merci Telematica Francesco

Bettoni, è molto probabile che i prezzi di pane e pasta possano

lievitare del 10-12%. E lo confermano anche gli industriali di

Italmopa, i quali anzi rivendicano una sorta di primogenitura

per “un Sos lanciato per tempo e preso dai più un po`

sottogamba“.

Le ragioni della corsa dei prezzi di grano e frumento,

spiega il presidente della Borsa Merci Telematica, sono varie.

“Tra queste, anche se non molti lo dicono, il contenuto del

Protocollo di Kyoto, che prevede tra l`altro, entro il 2020,

l`utilizzo del 20% di energia `verde` rispetto all`attuale

consumo di biorcarburanti“. Inoltre, precisa, “sarà pure

semplicistico dirlo, ma non bisogna dimenticare che le superfici

coltivate a grano e cereali sono in realtà sempre le stesse“.

“Contestualmente – osserva ancora Bettoni – segnalo ad

esempio che negli Usa una buona percentuale di grano (e in Stati

come l`Iowa addirittura per il 30%) non viene più destinata ad

uso alimentare ma per la produzione di bioenergia. Senza

dimenticare che in Sudamerica “molte superfici di cereali sono

state sostituite negli ultimi anni dalla soia, vedi in

Argentina, o destinate, come nel caso del Brasile, per il 60%

alla produzione di bioetanolo“.

Nuovi aumenti in arrivo per pane e pasta anche secondo

Italmopa, l`associazione dell`industria molitoria. “L`avevamo

già detto mesi fa – osserva il presidente Ivano Vacondio –

anche se l`allarme prezzi non interessa solo il nostro Paese ma

tutto il mondo, come confermato del resto dal fatto che

recentemente la Borsa Merci di Chicago ha chiuso per 3 giorni,

per eccesso di rialzo, le trattative sul frumento“.

Dal canto suo il ministro per le Politiche Agricole Paolo

De Castro getta acqua sul fuoco e ricorda che per frenare la

corsa dei prezzi di grano e cereali “abbiamo lavorato a livello

strutturale, come abbiamo fatto in ambito Ue, con il set-aside,

che ha reso disponibili 3,8 milioni di ettari, consentendo

all`Italia di aumentare non meno del 20% le superfici coltivate

a grano duro“. Il Codacons incassa l`allarme e avverte che in

caso di conferma dell`allarme i prezzi di pane e pasta

potrebbero arrivare rispettivamente a 2,75 e 1,27 euro al kg.

“E ogni famiglia – aggiunge – si troverà a spendere a fine

anno oltre 70 euro in più per l`acquisto di questi prodotti“.

Seguono da vicino la vicenda anche le organizzazioni degli

imprenditori agricoli. Se per la Cia “é necessario evitare

ogni forma di speculazione“, la Coldiretti coglie l`occasione

per ricordare che nell`ultimo mese i consumi di pane sarebbero

arretrati del 7% e quelli della pasta del 4. “Colpa – spiega –

del cambiamento degli stili di vita, ma anche di un progressivo

aumento dei prezzi, a dimostrazione della bassa incidenza del

costo del grano sul prodotto finale“

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