Italicum, il presidente della Consulta agli avvocati: “Troppo prolissi, state abusando della pazienza della corte”
Prima li ha invitati alla brevità , poi gli ha chiesto di concludere per “non esasperare la Corte”, alla fine li ha redarguiti: “State abusando della nostra pazienza”. Si surriscaldano i toni durante l’ udienza della Corte costituzionale dedicata ai cinque ricorsi presentati contro l’ Italicum , la legge elettorale varata dal governo di Matteo Renzi . Il motivo? L’ intervento del primo degli avvocati del fronte anti Italicum, Vincenzo Palumbo , che secondo il presidente della Corte, Paolo Grossi , è troppo prolisso . “Non si facciamo considerazioni che esorbitano dal piano giuridico della questione: evitiamo concioni politiche e limitiamo a questioni giuridiche”, ha detto più volte Grossi. “Tenete conto che la Corte deve lavorare non solo in udienza. Auspichiamo di poter lavorare presto anche in camera di consiglio “, ha concluso il presidente della Consulta. L’ udienza è cominciata alle ore 9 e 30, quando la Corte ha ritenuto inammissibile l’ intervento del Codacons , rappresentato dal suo presidente Carlo Rienzi , perché tardivo essendo giunto oltre i termini di tempo prestabiliti. Tredici i giudici presenti, essendo dimissionario Giuseppe Frigo e assente Alessandro Criscuolo . Dopo aver letto le motivazioni della decisione della Consulta, il presidente Grossi ha quindi aperto la seconda parte della seduta pubblica, dedicata alle questioni di merito . Il relatore Nicolò Zanon è stato chiamato a illustrare le posizioni dei tribunali ricorrenti e dell’ Avvocatura dello Stato che rappresenta la presidenza del Consiglio dei ministri. Cinque i temi fondamentali all’ esame dei giudici costituzionali: il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale, il ballottaggio tra le due liste più votate nel caso in cui nessuna raggiunga la soglia del 40%, il divieto di apparentamento fra liste al secondo turno, i capilista bloccati, le multicandidature con l’ opzione di scelta del collegio in caso di plurielezione del candidato. La corte ha rinviato le udienze in calendario per domani e dopodomani in modo di arrivare ad un verdetto al massimo entro mercoledì , mentre le motivazioni arriveranno entro i 30 giorni successivi.
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