12 Maggio 2010

Italiani tartassati, lo stipendio è mini

Rapporto Ocse. Salari in calo nel 2009, Italia al 23° posto: anche in Irlanda e Grecia si guadagna di più. Cuneo fiscale al 46,5%
 
 

 Il salario annuale netto medio in Italia è di 22.027 dollari, contro i 26.395 della media Ocse e i 28.454 della Ue a quindici. A svuotare le buste paga è ancora una volta il cuneo fiscale, ovvero il peso di tasse e contributi previdenziali sui salari. In Italia è sempre su livelli da record: 46,5%. Una cifra che vale il sesto posto nell’ assai meno lusinghiera classifica Ocse della tassazione sugli stipendi . Davanti all’ Italia, solo Belgio, Ungheria, Germania, Francia e Austria. L’ incidenza di imposte e contributi sui salari italiani è rimasta stabile dal 2008 al 2009, registrando solo un lieve calo (-0,03%). La conferma dell’ eccessivo carico fiscale sui lavoratori italiani giunge da l rapporto annuale Taxing Wages dell’ Ocse. I lavoratori italiani, insomma, devono fare i conti con buste paga più leggere non solo di quelle dei maggiori paesi industrializzati, ma anche di altre nazioni europee apparentemente in maggiori difficoltà economiche, come Grecia, Irlanda e Spagna. Peggio di noi, tra i paesi dell’ Ocse, va solo a portoghesi, polacchi, ungheresi e messicani. I dati sui salari nei trenta paesi Ocse, secondo il Codacons, dimostrano che «dall’ introduzione dell’ euro, i prezzi e il costo della vita sono raddoppiati, mentre stipendi, salari e pensioni sono rimasti al palo». Bisogna «aumentare la produttività e scalare le tasse» per «dare al salario italiano una sua giusta dimensione» commenta invece il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, mentre la Cgil, attraverso il segretario confederale Agostino Megale, chiede al governo «un piano triennale di riforma fiscale per ridurre le tasse sul lavoro e sulle pensioni».

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