13 Gennaio 2013

Italiani pessimisti, per 4 su 10 nel 2013 la ripresa non ci sarà

Italiani pessimisti, per 4 su 10 nel 2013 la ripresa non ci sarà

        

Gli italiani sono sempre più scettici sull’ uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi solo il 16%, la metà dello scorso anno, vede in arrivo un miglioramento per l’ economia del Paese, mentre il restante 86% pensa che il 2013 non porterà alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. È questo il quadro che emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell’ Italia per l’ anno appena iniziato. La salute dell’ economia italiana è giudicata negativamente dall’ 87% del campione. In particolare, il 36% la ritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, addirittura pessima. A promuoverla solo il 13%, che la segnala come discreta (11%, in aumento del 3% sullo scorso anno) o buona (2%, in calo dell’ 1%). Anche sulle prospettive si registra una grave sfiducia. Solo il 16% degli intervistati vede una svolta (lo scorso anno erano esattamente il doppio (32%). Ad avere una visione più positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%). Aumentano significativamente i pessimisti, che passano dal 30 al 44% del campione generale, che pensano che nel 2013 andremo incontro ad un ennesimo peggioramento dell’ economia. Una percentuale che sale al 45,6% tra gli abitanti del nord ovest e addirittura al 49% nella fascia d’ età 35-44 anni. Dal sondaggio emerge anche che il 41% degli italiani non riesce ad arrivare alla fine delle mese con i propri guadagni. Se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest’ anno la percentuale cala bruscamente al 59%. Cresce, invece, di 5 punti rispetto a due anni fa il numero di coloro che ce la fanno solo fino alla seconda settimana (ora il 23% del campione), mentre sale di ben 8 punti la platea di chi arranca fino al traguardo della terza settimana (passando dal 20% del 2010 al 28% del 2012). L’ 80% degli intervistati segnala che la crisi ha colpito anche il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliato sulle attività di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che hanno registrato la perdita del posto di lavoro (il 14%) o la cassa integrazione per uno dei suoi membri (il 6%). Il Codacons, sulla base di questi dati, prevede che il 2013 sarà un anno «orribile per l’ economia italiana». «Con questi presupposti, si verificherà una ulteriore riduzione dei consumi, che farà segnare un nuovo record negativo per il nostro Paese» afferma il presidente Carlo Rienzi. «Una sfiducia così marcata dei cittadini, associata ad una crescita della povertà e delle difficoltà per le famiglie, porterà infatti gli italiani a contenere le spese in tutti i settori. Le ripercussioni si faranno sentire specie nel settore del commercio».
        

 
       

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