12 Settembre 2002

Italiani peggio degli europei

Fra “sciopero della spesa“, sit-in e manifestazioni di piazza i consumatori non mollano la presa sul fronte del caro-prezzi. E, seppur divisi nelle iniziative, incalzano governo e commercianti affinché dalle parole si passi ai fatti, con risultati visibili immediatamente sui cartellini-prezzi.

Resta il fatto che sono gli italiani i cittadini d`Europa più penalizzati dagli aumenti dei prezzi e delle tariffe. Lo sostiene l`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che, utilizzando l`indice armonizzato dei prezzi al consumo su scala europea, ha seegnato la “maglia nera“ all`Italia nella classifica del caro-prezzi. Per esempio nell`abbigliamento e calzature l`Italia ha un indice del 2,3\% contro lo 0,6\% del Belgio, dello 0,7\% della Danimarca, dello 0,3\% della Germania e dell`1,2\% della Francia. Solo la Svezia si avvicina ai nostri livelli con un 2\% (0,3\%), della Francia (1,2\%), del Lussemburgo (1,8\%), dell`Austria (-0,4\%) e della Svezia (2,0\%). Per il controverso comparto delle tariffe (gas, luce, acqua) l`Italia registra aumenti dello 0,7\% contro le riduzioni decise in Belgio (-0,4\%), Germania (-0,2\%) e Lussemburgo (-0,8\%). E così in tutti i settori, in una progressione di aumenti, talvolta vistosi, che drenando risorse hanno portato la caduta dei consumi ai limiti della stagnazione.

Ieri gli aderenti alla Confederazione dei Consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori) -che non aderisce allo sciopero di oggi- hanno organizzato un sit-in davanti al Senato.

Nel pomeriggio, una delegazione è stata ricevuta dal presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, Francesco Pontone, il quale ha assicurato che la compagine dei consumatori verrà ascoltata nell`ambito dell`indagine conoscitiva sui prezzi che la stessa Commissione avvierà in accordo con quella delle Attività produttive della Camera. Con l`iniziativa di ieri la Coalizione -contraria allo “sciopero della spesa“- ha dato il via a tre settimane di mobilitazione sul tema dei prezzi, del “caro-scuola“, dell`Rc auto e delle tariffe sociali.

Sul fronte dell`Intesa c`è la convinzione che lo sciopero avrà «una massiccia adesione, superiore all`astensione del 5 luglio, cui aderirono in 10 milioni». Un`iniziativa, come hanno spiegato i rappresentanti dell`Intesa «contro il carovita (aumento indiscriminato delle tariffe: trasporti, treni, autostrade, farmaci, acqua, gas, luce, telefonia fissa, rc-auto, canoni Rai e Poste), nonché il blocco, concordato con i commercianti e distributori, dei listini di prodotti di più largo consumo che hanno provocato un aumento medio per le famiglie italiane di 950 euro all`anno».

E in campo entra anche la Coldiretti, che con il suo presidente, Paolo Bedoni, propone, per contrastare la moltiplicazione dei prezzi, di «aprire periodicamente nelle piccole e grandi città, sulla base dell`esperienza di altri Paesi europei, spazi di vendita per consentire ai consumatori di acquistare direttamente dagli imprenditori i prodotti della nostra agricoltura per aumentare la possibilità di scelta dei cittadini».

Da parte sua la Confederazione italiana agricoltori sollecita la creazione di un`urgente authority permanente di controllo sull`andamento dei prezzi. Un`iniziativa che vuole anche essere un riconoscimento delle preoccupazioni dei consumatori per un andamento dei prezzi «sempre più schizofrenico».

Una chiamata in causa della Confcommercio viene invece dal sindacato pensionati della Uil. Silvano Miniati, responsabile della Uilp, sollecita il leader della Confcommercio, Sergio Billè, a sostenere le battaglie del numero sempre crescente dei pensionati italiani: – «Se il presidente Billè intende combattere davvero le speculazioni e rilanciare i consumi si allei con i sindacati dei pensionati che per oltre il 50\% attende ancora l`aumento a 516 euro delle pensioni minime».

Da Altroconsumo arriva intanto un`iniziativa che non mancherà di avere successo, soprattutto nelle grandi città. Si tratta di un numero verde (800 194-491) per avere informazioni sulla spesa più conveniente. Riguarderà tutti i settori e non solo la spesa quotidiana, ma anche le tariffe telefoniche meno onerose o i costi della Rc auto più trasparenti.

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