Italia maglia nera nella corsa per la ripresa
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fonte:
- La Stampa
TORINO E’ la Germania la locomotiva dell’ area Ocse e guida l’ attuale ripresa economica insieme alla Gran Bretagna. La leadership tedesca è stata definita dai dati diffusi ieri dall’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che hanno stilato la classifica dei Pil dei Paesi Industrializzati nel secondo trimestre e hanno confermato quanto già rilevato dall’ Eurostat pochi giorni fa. Le statistiche di ieri hanno evidenziato, però, anche la posizione di fanalino di coda dell’ Italia che si è rivelata la «maglia nera» di questo gruppo con la crescita più bassa tra i grandi Paesi del mondo. Nel dettaglio, il Prodotto interno lordo nella zona Ocse è cresciuto dello 0,7% sul secondo trimestre del 2010 e del 2,8% rispetto allo stesso trimestre dell’ anno precedente. Da aprile a giugno di quest’ anno, in Germania il Pil è salito del 2,2% sui tre mesi prima e di un robusto 3,7% rispetto al secondo trimestre 2009. Bene ha fatto anche la Gran Bretagna: il Pil inglese, a ruota dietro quello tedesco, è salito dell’ 1,1% rispetto ai primi tre mesi del 2010 e dell’ 1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2009. Tra i sette maggiori Paesi l’ Italia ha, invece, registrato la crescita tendenziale più bassa: più 1,1% sull’ anno prima, mentre rispetto al primo trimestre 2010 è stata confermata per il nostro Paese una crescita dello 0,4% come già aveva comunicato l’ Istat a inizio agosto e come poi era stato ribadito dall’ Ufficio statistico europeo (Eurostat) lo scorso 13 agosto. Nel confronto sull’ anno l’ Italia è cresciuta anche meno del Giappone e degli Stati Uniti che nel secondo trimestre hanno registrato una battuta d’ arresto segnando un aumento del Pil inferiore a quello dei primi tre mesi del 2010. Gli Stati Uniti hanno messo a segno una perfomance positiva sull’ anno (+3,2%) ma rispetto al primo trimestre dell’ anno sono arretrati con una crescita, tra aprile e giugno, dello 0,6% quando tra gennaio e marzo era stata dello 0,9%. Peggio ha fatto il Giappone, dove nel secondo trimestre l’ economia è cresciuta su base congiunturale dello 0,1% appena, mentre su base tendenziale la crescita è stata dell’ 1,9%, molto inferiore al più 4,4%, sempre tendenziale, registrato nel primo trimestre di quest’ anno. Meno appariscente, ma comunque in accelerazione la performance dei francesi, che sono passati dallo 0,2% dei primi tre mesi allo 0,6% del periodo successivo. I dati dell’ Ocse riguardanti l’ Ue e l’ Eurozona sono identici a quelli di quattro giorni fa dell’ Eurostat, che già mostravano il forte traino dovuto alla crescita della Germania (più 2,2% del secondo trimestre sul primo 2010), «la più alta dalla riunificazione», ha ricordato anche l’ Ocse nel comunicato di ieri. La deludente performance italiana ha subito scatenato le reazioni del mondo della politica. Per il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, «il governo Berlusconi-Tremonti-Bossi ha fallito. Continuare lungo la strada degli ultimi due anni porterebbe non solo maggiore disoccupazione ma anche maggior deficit pubblico». L’ Idv ha sottolineato che «è necessaria una politica industriale e un ministro dello Sviluppo all’ altezza» della situazione. Allarme anche dai consumatori: l’ Italia è la «cenerentola d’ Europa» e nel nostro Paese i consumi torneranno «normali» solo dal 2015. Così ha commentato il Codacons i dati di ieri. Per l’ associazione questi numeri dimostrano che «tutti quelli che nei mesi scorsi avevano avuto la sfacciataggine di sostenere che l’ Italia era la locomotiva d’ Europa, stavano solo fantasticando e facevano propaganda». In più, per Adusbef e Federconsumatori c’ è «da attendere per l’ autunno una nuova stangata da 886 a 1100 euro a famiglia».
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