Italia in recessione
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fonte:
- L`Unità
La notizia di nuove elezioni in Grecia
ed il conseguente stato di incertezza
che aleggia sulla zona dell’euro ha
penalizzato tutte le principali piazze
europee. Comese non bastasse, l’Eurostat
ha comunicato che il Pil dell’Eurozona
è rimasto fermo nel primo trimestre
2012 ed anche se gli analisti avevano
previsto una contrazione dell’economia
dello 0,2%, il momento difficile in
cui è giunta la notizia della stagnazione
ha contribuito a peggiorare il rendimento
delle Borse. Londra ha così perse
lo 0,51%, Francoforte lo 0,79% e Parigi
ha mostrato un calo dello 0,61%.
Male Madrid che è arretrato dell’1,6%,
malissimo la Borsa di Atene, che ha
perso il 4,25%. L’euro è a sua volta caduta
bruscamente al di sotto di 1,28 dollari,
sui minimi da gennaio.
Tornando all’Italia, lo spread dei nostri
titoli di Stato a dieci anni con i
Bund tedeschi ha chiuso in rialzo a
439,4 punti base, dopo aver toccato durante
la giornata i massimi da gennaio,
a 441,7. Sale anche la pressione sul debito
sovrano spagnolo. Lo spread tra
Bonos e Bund a dieci anni chiude a
487,7 punti base.
L’Istat ieri ha poi confermato che
l’economia italiana si trova in recessione:
il Pil si è contratto dello 0,8% nel
primo trimestre dell’anno rispetto ai
tre mesi precedenti e dell’1,3% su base
annua. Si tratta del terzo trimestre consecutivo
in negativo, dopo il -0,2% del
terzo trimestre del 2011 e il -0,7% del
quarto. Non solo, è il peggiore dal primo
trimestre del 2009, quando si registrò
un calo del 3,5% sui tre mesi precedenti.
Stando ai dati Istat, il risultato
congiunturale è la sintesi di un aumento
del valore aggiunto dell’agricoltura
e di una diminuzione di quello dell’industria
e dei servizi. Un risultato ben
distante dall’aumento dello 0,5% fatto
registrare dalla Germania. Più vicino
al risultato ottenuto dell’Italia è invece
quello avuto da un’altra grande malata,
la Spagna (-0,3%). Crolla la Grecia a
-6,2%.
Il Codacons, commentando i dati diffusi
dall’Istat, ha fatto notare che «il calo
del Pil nel primo trimestre del 2012 è
un dato drammatico, significa una riduzione
ulteriore dell’occupazione. È infatti
il peggior calo dal 2009, quando si
registrò una caduta record di oltre il
5% rispetto al 2008, valore mai registrato
in Italia se non al tempo della seconda
guerra mondiale». Secondo uno
studio dell’associazione dei consumatori
l’abbassamento del prodotto interno
lordo è frutto «del crollo dei consumi,
ormai inarrestabile, visto che le famiglie
sono stritolate dall’aumento dei
prezzi, delle accise sui carburanti e
dell’Iva. Per non parlare del continuo
aumento delle tasse».
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