9 Maggio 2018

Italia, in dieci anni più che raddoppiati i poveri assoluti: sono più di 5 milioni

 

Non sono certo entusiasmanti i dati diffusi dall’ Istat sulla situazione economico-sociale dell’ Italia. Il numero di individui in condizione di povertà assoluta “è più che raddoppiato dalla crisi economica ad oggi” nel nostro Paese. Sull’ argomento interviene anche il Codacons con una nota in cui si mette in luce come “in 10 anni i cittadini in povertà assoluta nel nostro Paese siano aumentati del +108%, praticamente più che raddoppiati”. “La crisi economica che ha investito il nostro paese negli ultimi anni continua a far sentire i suoi effetti, con conseguenze dirette sull’ incidenza della povertà – prosegue il presidente Rienzi – Dati in grave peggioramento che, per la prima volta, non riguardano solo il Mezzogiorno ma, come attesta l’ Istat, coinvolgono anche le regioni del Nord Italia, dove si registra un aumento dei cittadini poveri”. In povertà assoluta oltre l’ 8 per cento della popolazione Secondo i dati forniti dal presidente dell’ Istat, Giorgio Alleva, nell’ audizione sul Def, nel 2017 il fenomeno riguarderebbe circa 5 milioni di individui, l’ 8,3% della popolazione residente, in aumento rispetto al 7,9% del 2016 e al 3,9% del 2008. Le famiglie in povertà assoluta, secondo stime preliminari, sarebbero 1,8 milioni, con un’ incidenza del 6,9%, in crescita di sei decimi rispetto al 6,3% del 2016 (era il 4% nel 2008). La ripresa dell’ inflazione nel 2017 spiega circa la metà (tre decimi di punto percentuale) dell’ incremento dell’ incidenza della povertà assoluta, ha sottolineato Alleva. “La restante parte – ha aggiunto – deriva dal peggioramento della capacità di spesa di molte famiglie che sono scese sotto la soglia di povertà”. La differenza tra 2017 e 2016 Complessivamente, l’ Istat stima che nel 2017 siano in povertà assoluta 154 mila famiglie e 261 mila individui in più rispetto al 2016. Dal punto di vista territoriale, i dati provvisori mostrano aumenti nel Mezzogiorno e nel Nord, e una diminuzione al Centro. L’ aumento delle famiglie in povertà assoluta è, inoltre, sintesi di una diminuzione in quelle in cui la persona di riferimento è occupata, e di un aumento in quelle in altra condizione. Un milione di famiglie senza lavoro, raddoppiate in 10 anni Nel 2017 in 1,1 milioni di famiglie italiane “tutti i componenti appartenenti alle forze di lavoro erano in cerca di occupazione”, pari a 4 famiglie su 100, in cui non si percepiva dunque alcun reddito da lavoro, contro circa la metà (535mila) nel 2008. Lo ha sottolineato il presidente dell’ Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell’ audizione sul Def. “Di queste, – ha proseguito – più della metà (il 56,1%) è residente nel Mezzogiorno. Nel complesso si stima un leggero miglioramento rispetto al 2016 (15mila in meno), ma la situazione al Sud è in peggioramento (13mila in più)”. Fassina: “Colpa delle politiche liberiste” A proposito della situazione fotografata dall’ Istituto di statistica, il deputato di Liberi e Uguali Stefano Fassina, componente della Commissione Speciale di Montecitorio, ci va giù duro. Un ragazzo chiede l’ elemosina “Grazie al Presidente dell’ Istat , un drammatico squarcio di realtà entra in una discussione politica avvitata su se stessa – afferma Fassina – La povertà e il numero di famiglie in totale assenza di lavoro, in particolare per il Mezzogiorno, continuano a aumentare. È la conseguenza di un’ agenda di politica economica, in linea con la linea liberista dell’ Ue e dell’ eurozona, da lungo tempo orientata verso gli interessi più forti”. Per questo continua l’ esponente di Leu, “è necessaria e urgente una profonda discontinuità. Vanno portati al 2% del Pil gli obiettivi “tendenziali” di deficit per il triennio davanti a noi per rinviare, senza ulteriori tagli di spese, le clausole di salvaguardia al 2022; per finanziare investimenti pubblici e promuovere lavoro minimo garantito; per integrare significativamente la dotazione del Rei”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this