Italia in deflazione nel 2020
-
fonte:
- Il Quotidiano del Sud
MILANO – L’Istat conferma: la pandemia ha spinto l’Italia in deflazione nel 2020. Per lo scorso anno l’istituto di statistica registra una diminuzione dell’indice dei prezzi al consumo pari allo 0,2 dal +0,6 del 2019. A trascinare al ribasso i prezzi è il forte calo di quelli dei beni energetici (-8,4 causato a sua volta dal Coronavirus. ll Covid ha congelato, in tempi piuttosto rapidi, la domanda di petrolio. Al netto del settore energetico, infatti, l’inflazione rimane positiva e anzi in lieve accelerazione (+0,6 rispetto all’anno precedente. La flessione è la terza registrata a partire dal 1954, da quando cioè è disponibile la serie storica dell’indice calcolato da Istat. E nel solo mese di dicembre l’inflazione procede a due velocità. Se infatti aumenta dello 0,2 su base mensile, su base annua mostra un calo dello 0,2 Ad incidere sul dato di dicembre ancora sono nuovamente i prezzi dei beni energetici il cui calo meno marcato, insieme con quello dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti, è però compensato dal rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati. In controtendenza crescono i prezzi dei prodotti alimentari nel carrello con aumenti che arrivano all’ per la verdura fino al 4% per la frutta. “Ma nei campi è speculazione al ribasso con clementine e carciofi sottopagati nei campi nazionali dove ha colpito il maltempo”, spiega la Coldiretti. “Con l’Unione europea nella morsa del gelo è allarme – sottolinea la Coldiretti – per le forniture di verdure, frutta e ortaggi sugli scaffali per effetto del crollo dei raccolti in molti Paesi”. consumatori lanciano l’allarme per Federconsumatori l’andamento del carrello della spesa, insieme ai consumi delle famiglie “desta forti preoccupazioni sul futuro del nostro Paese”. Il Codacons segnala un risparmio medio di 61 euro per famiglia tipo, segnalando che l’andamento dell’inflazione nel 2020 “conferma da un lato i cambiamenti prodotti dal Covid, dall’altro le speculazioni sui prezzi che hanno colpito le famiglie, con i listini che hanno subito sensibili rincari solo nei comparti dove gli italiani potevano acquistare”. Anche l’Unione Nazionale Consumatori invita a valutare “l’effetto ottico” dei dati “falsati dal lockdown”. Intanto dal Belpaese arriva un altro segnale della crisi in corso: lo scorso anno nel Registro delle imprese – dati Unioncamere – sono state registrate circa 292.000 iscrizioni a fronte di ben 273.000 cessazioni. Il saldo è comunque positivo (+0,32 e fa dire al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli che “nonostante il clima di incertezza” il sistema imprenditoriale italiano “ha retto l’urto di una crisi simmetrica come quella generata dal Covid”.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione, Istat, Prezzi
