28 Settembre 2014

ITALIA IN BOLLETTA Oltre 19 milioni di utenti in ritardo coi pagamenti

ITALIA IN BOLLETTA Oltre 19 milioni di utenti in ritardo coi pagamenti

Altro che 730 precompilato, Imu, Tasi e moduli F24: ci sono italiani che non hanno più soldi nemmeno per pagare le bollette. E non sono pochi. Secondo quanto denuncia il Codacons, circa 19,1 milioni di utenti risultano morosi nei pagamenti di luce, gas, telefonia e acqua. In pratica un cittadino su 3, calcola la battagliera associazione dei consumatori, che probabilmente non ha mai avuto tanto da fare come in questi anni di depressione economica. Anche l’ aumento delle bollette “scadute” sem bra spiegarsi più con la perdita di reddito delle famiglie che non con i costi delle tariffe, che dopo le fiammate dell’ ultimo decennio hanno frenato seppure di poco la loro corsa. «La crisi che ha colpito il nostro Paese – spiega il Codacons in un comunicato – e la perdita di potere d’ acquisto subita dalle famiglie, non ha prodotto solo il drammatico calo dei consumi ma anche una crescita del numero di cittadini che non riescono più a pagare le bollette, e rischiano il distacco delle forniture». E se i cittadini non riescono a far fronte al pagamento di tutte le utenze, i crediti da parte delle società erogatrici hanno raggiunto nel 2014 un livello record pari a 18 miliardi di euro solo in questi quattro settori. La regione dove si registrano le maggiori difficoltà nel pagamento delle bollette è la Sicilia, seguita da Calabria, Puglia e Molise, mentre quelle dove i cittadini appaiono più virtuosi e la concentrazione di morosi è minore sono Trentino Alto Adige, Valle D’ Aosta ed Emilia Romagna. In mezzo, tutte le altre. Dal 2012 al 2014, spiega ancora il Codacons, il numero di utenti morosi su almeno una fornitura è aumentato di circa 2 milioni di individui. E parallelamente è cresciuto anche il numero di famiglie che non riesce a far fronte alle spese condomi niali. Nel 2014, il 25% delle famiglie, ossia 1 su 4, risulta morosa sul fronte del pagamento del condominio per la propria abitazione. Un recente studio pubblicato da Confcommercio ha evidenziato come Il reddito disponibile delle famiglie italiane sia tornato indietro di una trentina d’ anni. Nel 2014 il reddito è stato di 17.400 euro (come nel 2013), nel 1986 era di 17.200 euro. I consumi si sono ristretti, ma contemporaneamente è aumentata la quota delle spese incomprimibili, cioè obbligate: ora è al 41% sul totale dei consumi mentre nel 1992 ad esempio era il 32,3%. E in poco più di 20 anni è cresciuta significativamente la spesa per l’ abitazione (passata dal 17,1% al 23,9%). Sempre secondo questa ricerca i potenziali effetti del bonus di 80 euro sono annullati dalla crescita di altre imposte, a partire da quelle sulla casa, e dall’ incertezza su ammontare e tempi di pagamento. Ostacoli pesanti per la costruzione di un clima di fiducia.
alessandro bonini

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