14 Novembre 2013

Italia, frena la caduta del pil

Italia, frena la caduta del pil

   

Frena lentamente la caduta del prodotto interno lordo italiano. Nel terzo trimestre, secondo la stima preliminare dell’ Istat, il pil è calato, in linea con le attese degli economisti, dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, quando era sceso dello 0,3%, e dell’ 1,9% rispetto allo stesso periodo del 2012 dopo il -2,2% del secondo (dato quest’ ultimo rivisto dal -2,1% della precedente lettura). In questo caso le stime degli economisti indicavano una flessione dell’ 1,8%. Il pil risulta in calo da nove trimestri consecutivi a conferma che la recessione è proseguita a differenza di quanto si è visto nel caso di altri Paesi periferici come Spagna e Portogallo. La variazione acquisita del pil per il 2013 è pari a -1,9%. “C’ è ancora un lievissimo calo congiunturale del pil”, hanno sottolineato i tecnici dell’ Istat spiegando che il calo tendenziale prosegue: “la discesa è molto rallentata, ma è comunque una discesa”. Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell’ agricoltura e dei servizi e di un aumento del valore aggiunto nell’ industria. In effetti, il maltempo che ha colpito duramente le campagne, ha rilevato la Coldiretti, ha frenato la crescita dell’ agricoltura che ha fatto segnare un calo congiunturale nel valore aggiunto. Il terzo trimestre ha inoltre avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2012. “È un dato very unexciting: su base annua è leggermente inferiore alle nostre aspettative, che erano di un -1,8%, ma trimestre su trimestre c’ è un lieve miglioramento”, ha commentato Raffaella Tenconi di Bank of America. “L’ Italia è in coda alla ripresa, e questo si sapeva, quindi sì, abbiamo avuto un dato ancora leggermente negativo, ma questo non stupisce. Su ottobre c’ è stato qualche lieve miglioramento sull’ export, quindi di nuovo sul quarto trimestre prevedo un miglioramento solo lieve, con un’ economia italiana che rimarrà fragile”. Per il quarto trimestre la stima di Raffaella Tenconi è per un +0,4% congiunturale mentre sull’ intero 2013 ha un -1,7%. Gli economisti di Citigroup per gli ultimi tre mesi dell’ anno si aspettano solo un +0,2%, che porta la media dell’ anno a -1,8% per arrivare poi a +0,1% nel 2014 quando, a detta dell’ esperta di Bank of America, ci sarà un miglioramento della domanda interna italiana ma con un’ economia che rimarrà piuttosto debole. “Sull’ intero 2014 la nostra stima è di un incremento del pil dello 0,1%, ma con rischi al ribasso”, avverte Raffaella Tenconi. Dopo il dato sul pil italiano a Piazza Affari il Ftse Mib si limita a un progresso dello 0,12% a quota 18.755 punti, mentre lo spread Btp/Bund ristagna a 237 punti (tasso del 4,08%). “Chi governa deve necessariamente profondere ottimismo, ma non bisogna esagerare perché ci sono sempre le verifiche”, è il monito lanciato dal leader della Uil, Luigi Angeletti. “Anche il governo precedente ci aveva detto che vedeva la fine del tunnel”, ha ricordato. “Adesso ascoltiamo il ministro dell’ Economia che ci spiega che abbiamo un futuro roseo davanti con una crescita significativa del pil nei prossimi due anni ma implacabilmente i dati Istat e anche la Commissione Ue non sono dello stesso avviso”. Più polemico il Codacons. E’ infatti evidente che la tesi di qualche giorno fa di Saccomanni, secondo il quale governo ed Istat hanno opinioni leggermente diverse, è “a dir poco fantasiosa. Per non parlare della ormai famosa previsione di una crescita del pil per l’ ultimo trimestre dell’ anno. Sarà già un successo avere un pil uguale a quello del terzo trimestre, con crescita pari a zero”. L’ andamento del 2014 per il Codacons è nelle mani del governo e della legge di stabilità.
Di Francesca Gerosa

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